ADDUCE: IL PUNTO SU MATERA, PIZZERIE, CULTURA E INVESTIMENTI

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NINO CARELLA

Allora Adduce, Matera è davvero la Capitale di pizza e B&B?

Ho twittato nei giorni scorsi che Alessandro Laterza dovrebbe sapere che tantissime attività ristorative a Matera sono gestite da pugliesi… Ma al di là delle battute, compresa quella dell’editore, la questione è seria, complessa e delicata: la responsabilità non può essere attribuita a Matera Capitale della Cultura, visto che la crisi dell’editoria si trascina da anni ed è problema planetario, oltre che problema italiano, del Mezzogiorno, e dentro il meridione c’è la Basilicata e c’è Matera.

Peraltro, essendo non solo editore ma anche responsabile della commissione cultura di Confindustria, dopo il tweet che ha sollevato significative reazioni ha espresso compiutamente il suo pensiero in una intervista a la Repubblica annunciando che si farà promotore di iniziative che si pongano l’obiettivo di contribuire a superare il problema; troverà certamente a Matera un piazza sensibile e attiva per raccogliere proposte in tal senso.

Alla fine è anche emerso che a Bari i locali della libreria Laterza sono stati affittati ad una griffe di moda; segno che i conti con il mercato li devono fare tutti…

Partendo da questa vicenda, ma con uno sguardo più generale, non le pare che Matera sia adesso molto esposta e fragile dal punto di vista comunicativo, che si presti a subire polemiche facendo da prestigioso palcoscenico a chi vuole guadagnarsi un titolo sui giornali? Non sarebbe il caso di cambiare tutti atteggiamento e puntare a difendere la nostra identità culturale e anche l’immagine e il posizionamento mediatico che ci siamo faticosamente conquistati negli ultimi anni? Che salire è faticoso e costoso, ma cadere è un attimo…

Il modo migliore per difendersi, è stare sul pezzo. Quel che succede è che invece noi non stiamo più sul pezzo. Cioè non ci stiamo più occupando di Matera Capitale europea della cultura. Fino a poco tempo fa il Comune, la Regione, l’Università insieme all’allora Comitato di promozione, si occupavano tutti di Matera Capitale Europea della Cultura in modo strutturale; siamo riusciti noi a portare la battuta, piuttosto che farci prendere facilmente nella polemica su singoli aspetti della vita della comunità. Forse non abbiamo fino in fondo consapevolezza di cosa significherà l’appuntamento del 2019, e io non avrò pace fino a quando non sarò riuscito a farlo capire a tutti. E dico sempre che la comunicazione o la fai, o te la fanno. Se sei tu che la fai, porti la battuta, inviti a discutere delle questioni, comprese quelle controverse come quella di questi giorni, di un librario costretto a spostarsi o addirittura chiudere, alla vigilia di un appuntamento culturale internazionale.

Ad esempio, avrei provato a far emergere la questione dell’archivio Sacco: già nel 2012 con un’operazione simbolica aprimmo al Borgo La Martella una biblioteca spostando lì una piccola porzione dell’enorme patrimonio librario di Leonardo Sacco. E al tempo stesso concordammo la realizzazione di una biblioteca-archivio dove custodire e rendere fruibile l’enorme mole di libri e documenti che Sacco, ricordiamolo, ha donato alla Regione Basilicata per la cifra simbolica di 1 euro. Si tratta di mettere a disposizione di Università italiane ed europee, centri studi e centri di ricerca un patrimonio straordinario e “vivente” sull’architettura, l’urbanistica, la politica, la società. Un patrimonio in cui sono ancora percepibili le voci di Carlo Levi, di Adriano Olivetti, Ludovico Quaroni, Marcello Fabbri, Carlo Aymonino.

Qualcosa si sta muovendo ma troppo lentamente. Ultimamente l’idea è stata ripresa in collaborazione con l’Associazione Olivetti, e credo siano in corso i lavori di ristrutturazione dei locali del quartiere “Bottiglione”, tra la Chiesa S. Pio X e via Dante. Ovviamente è un problema di investimenti, di costi di funzionamento, ma che potrebbe anche creare lavoro e occupazione. E non sarebbe male che l’Editore Laterza e Confindustria aprissero un link su questa vicenda per lavorare in questo senso, proprio per scongiurare la sindrome di Matera Capitale europea delle pizzerie.

Negli ultimi mesi si sono molto attenuate polemiche e lamentele riguardo l’azione dell’amministrazione comunale. Sarà certamente la distrazione estiva, la maggiore presenza sui social di alcuni assessori, o magari la mancanza di un pezzo piuttosto “chiassoso” di opposizione. Rimangono però ancora forti due direttrici di sofferenza: la prima, la diffusa denuncia circa la mancanza di una visione generale, di una chiara mission da compiere, di una regia che abbia chiaro dove si sta andando anche guardando oltre il 2019…

La nomina del referente del governo sta diradando tutta una serie di nubi che si erano accumulate. Qualcuno, magari anche strumentalmente, aveva parlato di “commissario”, ma non esiste né giuridicamente né praticamente la possibilità per il Governo di commissariare qualcosa, al contrario di come avvenne per Expo dove c’era una società incaricata di portare a termine un cantiere. Abbiamo quindi salutato positivamente la nomina di Salvo Nastasi, che può accelerare alcune decisioni fondamentali. Ciò che non è stato deciso sono invece gli interventi necessari per il 2019. E parliamo innanzitutto della accessibilità: noi abbiamo la necessità di predisporre per il 2019 un dispositivo che consenta di creare le condizioni ordinarie di accoglienza, in un momento straordinario come sarà il 2019: parliamo di strade, parcheggi, strutture minime anche di carattere igienico. Il Governo, tramite Nastasi, dovrà farsi carico in brevissimo tempo di tali questioni. Contemporaneamente, dobbiamo occuparci dell’eredità che il 2019 lascerà alla città in termini di infrastrutture e di intelaiatura di Matera con il resto del territorio. E a tal proposito, insieme con esponenti dell’amministrazione comunale ho predisposto e consegnato a Nastasi un “Masterplan” di proposte, [scaricabile in fondo all’articolo, ndr] che raccoglie gli interventi urgentissimi da realizzare, le risorse disponibili, poche, e quelle necessarie, molte che servono per non arrivare impreparati all’appuntamento. Alla base di tutto c’è il prezioso lavoro dell’urbanista Lorenzo Rota, coordinatore del piano strutturale provinciale che costituisce lo strumento di pianificazione necessario per l’ammodernamento della città. Il primo fra tutti è la questione del collegamento di Matera con la Basentana; ma anche l’urgente adeguamento del prosieguo della stessa SS7 verso Laterza e Santeramo, che passa davanti alla Cava del Sole che sarà uno dei luoghi fondamentali ed emblematici del 2019. C’è poi la questione del Duni, sul quale pare ci sia l’interesse di alcuni privati a investire, che dovrà essere velocemente risolta anche con il supporto del Comune. E’ giusto rilevare che il primo risultato ottenuto con la nomina di Nastasi è l’affidamento, a titolo gratuito, all’architetto Stefano Boeri dell’incarico di progettazione di Piazza della Visitazione. Tutte cose, però, che dovranno essere pronte già nel 2018.

…il secondo punto di dolenza, quasi simmetrico al primo, è relativo al diffuso timore che azioni sbagliate o malgovernate possano far scoppiare la bolla turistica. L’incubo, cioè, pare quello di alzarsi una mattina e non trovare più turisti in giro. Crede sia possibile che Matera arretri sul tema delle presenze, o i nostri numeri sono ancora piccoli rispetto a quanto possiamo ambire di realizzare, ed è pertanto più auspicabile un progresso che un arretramento, anche solo per inerzia?

Sul mantenimento del positivo trend di presenze turistiche, dobbiamo dirci una parola definitiva: l’attenzione creatasi intorno a Matera 2019 è esplosa subito dopo la vittoria del titolo di Capitale europea della cultura ma è stata molto sostenuta nei 4 anni di lavoro del percorso di candidatura. I segnali li abbiamo avuti già nel 2011, e sono proseguiti sempre a doppia cifra fino alla designazione, in controtendenza rispetto al Mezzogiorno e all’Italia. I motivi che hanno spinto i turisti a fare di Matera tappa irrinunciabile dei loro viaggi, sono da ricercare nell’aver tenuto sempre altissima l’attenzione su Matera, tutta declinata al positivo: da luogo emblematico della storia dell’umanità a comunità che vuole ribaltare il paradigma della disperazione, a grande luogo dell’emozione per il suo fantastico patrimonio architettonico, a luogo della creatività e dell’innovazione. Questo ha inevitabilmente creato (e in parte convertito) una serie di attività legate alla ricettività. E meno male che è successo! Se qualcuno si azzarda ancora a sparare su questa storia delle “pizzerie” o dei B&B, gli metto le mani addosso! Si dovrebbe dire alla Confindustria che in un periodo difficile di crisi, mentre il resto del mondo si leccava le ferite, noi abbiamo creato le condizioni per l’apertura di nuove attività, e la creazione di posti di lavoro. Oggi, ne sono anch’io consapevole, dobbiamo gestire anche le contraddizioni di questo fenomeno.

La verità è che in quegli anni, il positivo fermento ha creato tutta una serie di iniziative, alcune di grande qualità (penso a Materadio, creata nelle stanze dell’amministrazione comunale per collegare Matera ad un mondo della cultura costantemente in ascolto) altre magari più disordinate e spontanee, segno della voglia di partecipare delle associazioni e dei cittadini, che oggi però si sono rarefatte. Occorre riprendere quella virtuosa simbiosi tra Istituzioni e cittadinanza, quando bastava lanciare un’idea per trovare immediata ed entusiastica risposta da parte di moltissimi soggetti. Se qualcuno ha immaginato che acquisito il titolo si potevano ripristinare i vecchi circoli ristretti in cui si faceva cultura, deve rivedere la sua impostazione. Per creare le svolte, per creare nuove situazioni, occorre mettere in campo le associazioni, i gruppi, i singoli, le imprese, cominciando dalle Istituzioni pubbliche.

E’ sempre aperto il dibattito su come mantenere alti i flussi turistici in realtà come la nostra che non hanno una naturale predisposizione turistica (al contrario di località di mare o montane). Il mio pensiero è che vada predisposto un programma di lungo periodo di iniziative ed eventi, addirittura pluriennali. Ricordo quando pensammo di suddividere il calendario nelle “5 stagioni di Matera”, ciascuna legata ad una peculiarità del territorio: il percorso Sacro, il percorso ambientale, il percorso eno-gastronomico e così via; il tentativo sarebbe stato quello di creare attrattori in grado anche di destagionalizzare i flussi. Occorre riprendere in mano quella visione. Non è facile, c’è poco tempo, ma se abbiamo deciso di prenderci la responsabilità del governo, è perché pensiamo di poterci riuscire. Dobbiamo insomma di nuovo tornare a trasmettere la sensazione che a Matera sta succedendo qualche cosa, motivando le persone a vivere la città per alcuni giorni, partecipando agli eventi e alle iniziative. Sicuramente non possiamo augurarci il ritorno alla situazione di molti anni fa, quando Matera era presa d’assalto dal turismo mordi e fuggi.

Mi sembrano cose giustissime, ma rispetto ad alcuni mesi fa oggi i cittadini chiedono di realizzarle, visto che il Partito Democratico si è preso l’onore e l’onere di governare. Vedi possibile che si realizzi quello che hai proposto con lo strumento del governissimo?

Mah, io penso che all’indomani del risultato elettorale, in molti abbiano pensato che quella fosse l’esatta fotografia del reale punto di vista dell’opinione pubblica. Quel che è successo invece, è che a distanza di pochissimo tempo, pochi mesi appena, una grande parte dei cittadini si è resa conto che il risultato concreto del proprio voto non andava nella direzione che auspicava. E che tutte le questioni che ho richiamato prima erano e sono di concretissima attualità. E’ questo il principale motivo che ci ha portato ad accogliere l’appello del sindaco, che non era motivato soltanto da un problema di ordine numerico: il tema era più profondo ed aveva a che fare con la necessità di dare risposte su questo versante. Noi potremo riuscire in questa operazione che abbiamo accettato di fare, solo a condizione che queste questioni diventino azione quotidiana dell’amministrazione. Recuperando anche la totale coincidenza tra Comune, Regione e Fondazione, che finora sono sembrati corpi diversi e in conflitto tra loro.

Ho pubblicato su Facebook, con gli auguri di Ferragosto, un vecchio video in cui, insieme, cittadini, protagonisti, istituzioni, sottolineavano spontaneamente il valore della candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura. E’ da lì che dobbiamo ripartire, ricreando quel clima. I due anni e passa che abbiamo alle spalle e la crisi del governo De Ruggieri dimostrano che il nostro progetto era valido. Dunque occorre riaprire un canale di comunicazione con mondi che devono essere reinterpellati. Perchè Matera 2019, l’ho detto tante volte, non è una questione di sovrastrutture che qualcuno deve fornire o creare: è un valore tanto più grande, quanto più i cittadini sono motivati alla partecipazione.

Parliamo di organizzazione turistica. Da molte parti si lamenta la disattenzione dell’APT, che ad esempio ha smesso di fornire mappe e brochure sul territorio alle strutture ricettive (che di fatto forniscono informazioni ai turisti anche supplendo alla mancanza di un servizio pubblico), della disorganizzazione in generale che non pare migliorata pur negli sforzi profusi, e di un certo far-west nell’abbordaggio del turista. Cosa si sta facendo o si pensa di fare?

Sarò molto esplicito: non vedo attualmente il governo di questi aspetti. Proveremo nelle prossime settimane a fare il punto non solo con APT ma anche con le associazioni di categoria. Perché il lusso di affidarci al caso noi non ce lo possiamo permettere. Dobbiamo utilizzare l’anno che abbiamo davanti per impostare modalità completamente diverse. Il rafforzamento della struttura amministrativa che si è determinata con i nuovi arrivi può sicuramente aiutare ad affrontare meglio il problema. E se non ci sono professionalità adeguate, andranno ricercate: il Comune deve avere un Ufficio Turismo che funziona efficacemente. Era nell’ordine dei problemi già due anni fa, siamo rimasti colpevolmente fermi. Non possiamo affrontare i grandi appuntamenti che abbiamo di fronte con le forze disponibili, perché non sono sufficienti.

Ormai è diventato anche stucchevole che ogni polemica, dal singolo cittadino sui social al giornalista sulla testata nazionale, venga accompagnata dalla formula “è questa la Capitale europea della Cultura”? Unito questo alla debolezza comunicativa – e fino a questo momento anche politica nella gestione della città – le chiedo: per Matera, il 2019 sarà una manna o una mannaia?

Guardi, questo tipo di refrain l’abbiamo vissuto dal primo momento. E per certi aspetti ci ha anche fatto bene, e continuo a pensare che sia un bene che in molti lo sottolineino: sarebbe strano il contrario, se di fronte ad alcuni deficit evidenti, nessuno si preoccupasse di alzare il dito, o schiacciarlo sulla la tastiera, per dire: “è questa la Capitale europea della Cultura?”. Mi preoccuperebbe molto se l’attenzione non fosse così legittimamente alta.

Diciamo che finora, nella migliore delle ipotesi, c’è stata una sorta di corsa a porre rimedi-tampone al singolo problema. Io penso che non sia più sufficiente. Il tempo che abbiamo a disposizione è pochissimo, ma è necessario assicurare effettivamente una risposta coordinata e strutturale al problema. Nel Masterplan che abbiamo presentato al Governo, c’è una voce che ritengo fondamentale, sulla quale però insistono ancora troppe incertezze: ho proposto che il Governo impieghi 40 milioni di Euro per dare alla città una “regolata generale”, da cima a fondo: dalle aiuole alle aree verdi, ai marciapiedi, al rifacimento di tutto il manto stradale cittadino. Esattamente come sta facendo Mosca per i mondiali di calcio del 2018, che è oggi un cantiere diffuso, perché la città si sta rimettendo a nuovo. O, senza andare troppo lontano, come accadde a Genova, ultima Capitale Europea della cultura italiana. Daremmo peraltro anche lavoro a qualche centinaio di disoccupati che avrebbero qualche ragione in più di sentirsi orgogliosi di appartenere alla Capitale Europea della Cultura.

Che proprio male non sarebbe.

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DOCUMENTI:

  • Masterplan degli investimenti per Matera, presentato al referente governativo Nastasi
  • Relazione di sintesi del Masterplan
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Nino Carella

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant'anni.


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