IL CAPOLUOGO NON SIA TEATRO DI LOTTE PAESANE

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Giovanni Benedetto

Nelle consiliature comunali che hanno fatto seguito al terremoto, i Sindaci che hanno governato per più tempo, senza entrare nel merito del lavoro fatto, hanno lasciato più debiti, secondo la vecchia legge per cui i primi cinque anni si governa, i secondi si gestisce, per prepararsi al salto politico. E’ umano, e ,nei limiti delle decisioni che riguardano la città, c’è anche quello di dire “sì” anziché “no” alle richieste che non portano utilità oggettiva al territorio. E’ sempre stato così e sarà così: chi arriva trova sempre la casa con un pò di polvere, e , anzichè spolverare in silenzio, spostare mobili e tinteggiare con nuovi colori , si mette le mani nei capelli per far capire i disastri ricevuti in eredità. Dario De Luca in questo atteggiamento ha un pò esagerato e, per essere conseguenziale alle sue esagerazioni, secondo alcuni, ha fatto precipitare una situazione che poteva essere controllata e gestita, sopratutto godendo di un appoggio regionale che, per quelli di prima, non c’era.  Detto questo però è altrettanto evidente che in questi giorni De Luca sia oggetto di una manovra politica che punta alla destabilizzazione del Comune,  al grido di “ora o mai più”. Un assalto all’arma bianca con giudizi e apprezzamenti sulle reali capacità personali di gestire la cosa pubblica senza minimamente considerare il contesto in cui si trova a lavorare. Le ostruzioni sono tante e convergono su di lui in maniera concentrica sia da destra che da sinistra, la prima che non gli perdona il tradimento, la seconda che ,avendolo preso in custodia, lo vogliono succube e prono. Il tutto è scaturito dall’anomalia di una legge elettorale che, se esalta la scelta del primo cittadino da parte della collettività, spesso lo trova solo e senza maggioranza consiliare, la cosiddetta anatra zoppa. La situazione attuale , che è poi la risultante di tutti questi accadimenti, sta facendo perdere capacità progettuale all’Esecutivo e lo costringe a viaggiare alla giornata, tanto più precaria perché resa tale da una improvvida dichiarazione dello stesso De luca sulla sua possibilità di non ricandidarsi. Visto che se ne deve andare, tanto vale che se ne vada subito, dicono i suoi oppositori.  Il gruppo degli oppositori “irriducibili”, che fa capo al precedente Sindaco e che non ha la benché minima intenzione di trovare una mediazione con l’attuale primo cittadino, si sentono traditi, sul piano umano e relazionale, da accuse forti lanciate da De luca, circa la clientela ed il malaffare che avrebbero imperversato prima che lui arrivasse e gli rispondono che , prove alla mano, se ce l’ha, vada in procura a presentarle ed a denunziare.  Facendo finta di non sapere che molti fatti che inquinano l’amministrazione di una città non sono , di per se stessi, traducibili in reati , ma non per questo non sono in grado di aprire uno spaccato su un tipo di gestione che ha lasciato spazio ad ambienti che non sono noti ,come dire, per fare il bene collettivo, ma bravi a mettere il naso nelle operazioni che contano. E poi un sindaco non è stato eletto per passare le giornate in procura a fare il delatore e nemmeno a fare politiche di forte contenimento senza spiegare ai suoi cittadini le ragioni delle sue decisioni. Semmai i politici a cui sono dirette le accuse o che si sentono tirati in ballo, a mio avviso, dovrebbero ribattere argomento su argomento usando la stessa calcolatrice del sindaco non una diversa, forse solo paragonando grandezze con lo stesso metro il cittadino potrebbe capire qualcosa in più. A cominciare dal deficit che ognuno ha ereditato, anche Santarsiero, senza che per questo si sia strappato i capelli in modo forsennato. Questo per dire che bisogna tornare alla politica e non tornare alle faide di paese dove per ogni cosa c’era sempre chi ha già la lettera pronta indirizzata al Procuratore o al suo sostituto.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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