LA MANUTENZIONE, …. STRAORDINARIA STRATEGIA PER IL SUD

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rocco rosa

ROCCO ROSA

La Provincia di PoTenza che chiude una serie di strade diventate pericolose per mancanza di manutenzione, Potenza che perde acqua in quantità industriale per la non sostituzione delle condotte idriche ( alcune delle quali centenarie), l’ASI che non ce la fa a gestire i servizi nelle zone industriali e trema al pensiero che l’Enel possa staccare la corrente alle aziende, il grande Museo materano che non riesce a organizzare una decorosa pulizia, con le porte dei bagni che non si chiudono e i bagni sporchi fino all’inverosimile : sono tutte storie di una regione che corre a realizzare il nuovo e trascura il vecchio. A questo ci ha portato una malintesa interpretazione, a tutti i livelli, della voce “investimenti”, nella quale la manutenzione ordinaria e quella straordinaria rappresentano un capitolo del tutto marginale. E’ così per le Ferrovie dello Stato, con i treni locali, così per l’Anas con le strade secondarie, così per i servizi, le condotte idriche, quelle fognarie, i depuratori. Negli anni sessanta era giusto correre a fare nuove cose, semplicemente perché le scuole, le sedi comunali, i servizi ambulatoriali mancavano e quindi bisognava costruire i contenitori che non c’erano. Oggi invece abbiamo: una rete di scuole che sta dismettendo molti contenitori ( basti vedere Potenza); una rete di strade che interviene dappertutto, poichè alla  viabilità provinciale si è andata ad aggiungere quella secondaria delle soppresse Comunità montane che hanno collegato tutti i fienili possibili;una rete ospedaliera che, dal punto di vista delle strutture, è sovrabbondante, perchè negli anni della spesa  con pagherò intestato ai figli, abbiamo messo un ospedale sotto ogni campanile. Insomma abbiamo tante cose che meritano di essere recuperate senza che si pen5483e2a935c3158771790b7803264d34_f32si al nuovo da fare, che è importamnte ma che viene secondo rispetto al recupero delle cose che ci sono. Perchè è inutile costruire quello che non è gestibile, come dare macchine nuove ad una famiglia che non ha soldi per la benzina e le tiene lì a deperire. Vogliamo fermarci un po’ a pensare che dobbiamo cambiare prospettiva e ragionamenti? Che non si deve fare un’opera nuova se non sia assolutamente necessaria e se all’interno di essa non ci siano le poste finanziarie per la manutenzione nei  decenni successivi? Che la quota di manutenzione ordinaria e straordinaria delle grandi Aziende dello Stato deve essere, al Sud, almeno del 50 per cento rispetto all’ammontare del fondo annuale di investimenti.? Che Regione e Comuni debbono  privilegiare, nella riqualificazione dei rioni, le cose che possono essere riusate o trasformate in altri usi?  Ma, sopra ogni cosa, che i soldi della manutenzione vanno spesi in lavoro stabile, nuovo personale tecnico, nuove professionalità ,nuove forme organizzative che mettano insieme, com’era una volta nei Comuni, le squadre manutentive, questa volta specializzate, frutto di alleanze fra enti, qualcosa che sia al contempo pubblico e funzionale, perchè non sta scritto da nessuna parte che il pubblico non funziona e il privato si. Basta prendere gente capace oppure basta mettere sotto osservazione ogni singolo dirigente e preparargli la scatola, come in America, del licenziamento, e tutto si mette in discesa.   Proviamo a guardare al Sud e domandiamoci se le gare di manutenzione straordinaria nella difesa dell’ambiente, dei fiumi, dei declini franosi, non debbano essere concepite in manib_730_a769e94630c546a09619f12d9f9a35c0era da privilegiare le piccole imprese locali o se  sulle strade Anas non debbano tornare i cantonieri al posto di quelle ditte che appaltano a prezzi stracciati e poi non pagano gli operai, oppure li sfruttano fino a creare un circuisto di sopravvivenza sernza sviluppo? Il Sud deve ripartire dagli investimenti si, ma che siano investimenti in forza lavoro, in uomini e donne, tecnici, ingegneri, meccanici, informatici che siano organizzati per funzionare al meglio della professionalità e non per  fare le cvose secondo la miseria che passa il convento. Questo aver voluto risparmiare sulla forza lavoro, esternalizzando i servizi è stata una operazione di nanismo politico, perchè poteva essere valido lì dove c’era abbondanza e spreco o assenze di figure per certi lavori  e invece si è abbattuto dove c’era solo il minimo vitale di una società meridionale che dipende fisiologicamente dal pubblico, unica e sola impresa in attesa che le altre del privato si mettano in movimento. Togliere quel minimo vitale ha portato pochi ad arricchirsi con i grandi appalti e tutti gli altri ad impoverirsi per mancanza di lavoro e di opportunità.so e invece si di chi non riesce a far lavorare i dipendenti e se ne lava le mani chiamando uno che sui dipendenti ci mangia sopra. Proviamo a ragionare, con la mentalità aperta e con l’aiuto di economisti, per far decollare dal basso quella politica che serve al Sud. La teoria della esternalizzazione ha fregato le regioni piccole perchè in Basilicata come altrove sono spariti i dipendenti dell’Enel, quelli dell’acquedotto, quelli delle Ferrovie, quelli dell’Anas, quelli della Sip, ecc. Per un guasto al telefono ho parlato con l’Irlanda, poi con una della Croazia, infine è arrivato uno da Napoli che non era competente per quel tratto di filo, infine un camioncino da Bari, con i tecnici che non hanno risolto nulla. Le telefonate si sprecano nel Mondo, ed il mondo globalizzato raccoglie soldi da ogni dove  e sparge disservizi nei territori meno convenienti economicamente.

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Informazioni sull'Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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