LA PASQUA DI IERI, LA PASQUA DI OGGI (TRA SCOTELLARO E RATZINGER)

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giovanni-caserta_479x300GIOVANNI CASERTA

Il tema della Pasqua fu fortemente e tragicamente sentito fino a qualche decennio fa. Nella passione e morte di Gesù Cristo si leggevano le proprie sofferenze e il proprio desiderio di riscatto o resurrezione  Il transfert nella vicenda di Cristo faceva sopportare con maggiore rassegnazione e forza la propria condizione. Valeva soprattutto per i poveri. Apparivano, invece, forme ipocrite quelle dei ricchi che, in quel giorno, scoprivano improvvisamente la bontà. Rocco Scotellaro (1923-1953), che viveva a contatto diretto con i poveri, e di essi faceva parte, avvertivail senso della gioia dei poveri in quel giorno di autentica festa, in cui ci si sentiva fratelli. Contemporaneamenteavvertiva la falsità e ipocrisia dei ricchi. Non era quella la Pasqua della rigenerazione e della resurrezione socialeda lui auspicata.

Si sa, da testimonianze di persone che lo conobbero, che nei giorni della settimana santa, egli che aveva avuto quella prima formazione francescanada cui derivò il suo socialismo, partecipava attivamente ai riti sacri. Settant’anni fa scriveva  “Pasqua 47”.La Pasqua di allora non era ancora quella di cui si contavano le presenze negli hotel e nei ristoranti, o le presenze nei posti di villeggiatura. La settimana santa nonera ancora attesa per programmare più variegate vacanze, sogno di albergatori e ristoratori che “alzavano” i prezzi. Erano giorni di lutto e di meditazione, e anzi di raccoglimento doloroso, in cui confluivano lunghe settimane di penitenza quaresimale. La mattina di Pasqua esplodeva, con le campane finalmente sciolte, la gioia.I bambini dei paesi e dei Sassi venivano mandati da nonni e zii a portare gli auguri e a baciare loro le mani.

Oggi, dopo le recenti parole di papa Ratzinger, un papa chiamato a rettificare le intemperanze di papa Giovanni Paolo IIai fini di un ritorno alla interiorità,cioè alla riflessione e meditazione sulle contradditorie e dolorose vicende umane,si scopre che Dio, nella società odierna, ha perso il suo primato. E con Lui hanno perso valore religioso le feste, compresa la Pasqua. Con quali conseguenze nella Chiesa e nella società è facile capire attraverso il disordine sociale e morale in cui ci si dibatte. Settant’anni fa si legavano le campane per una settimana intera; il sabato sera si pensava a Cristo morto e, raccolti, lo si contemplava coperto di ferite e di sangue. La radio trasmetteva solo musica da camera.. Questo sabato sera, appena passato, invece, la televisione trasmetteva “Ballando con le stelle”, fra sogghigni, sollazzi e ballerine inutilmente troppo succinte, anzi subdolamente troppo succinte.Quella trasmissione arrivava incentinaia e centinaia di migliaia di famiglie, E’ questa la nostra Pasqua? – mi domandavo.

Ma ecco, settant’ anni fa, Scotellaro:

In questo sole acceso sui torrenti

il bosco ci scintilla di primule e viole

eil vento ora fa suono tra le fronde

ora i pastori  risoffiano le zampogne. 

Oh quest’oggi gli uomini redenti 

(c’è un treppiedi ricolmo

di tutti i cibi  mancati dell’inverno)

ecco  sanno baciarsi  nelle strade

e di lontano  riconoscersi fratelli.

Tu babbo di là dai pini che mi dici?

Non posso più baciarti la mano del sangue

né chiederti bene ginocchioni

ed averne due soldi nella giubba.

La bacio ai tuoi compagni ciabattini

ché  so che sei contento .

Bevo oggi con loro che non hanno

vino, bastevole per dissetarsi.

E così vedo che risusciti anche te

con tutti  i morti della terra

nel pianto della mamma

avanti il fumo del primo piatto.

E sento il dolore della miseria

dei servi ammessi ai tavoli

nelle case dei padroni, oggi.

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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