LAVORI IN (VIA DEL) CORSO AD AGOSTO: TURISMO MIO NON TI CONOSCO

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NINO CARELLA

Sono partiti i lavori in via del Corso a Matera, con il solito accompagnamento di squilli di tromba ai quali ormai la politica 2.0 ci ha abituato, festeggiando sui social ogni evento presumibilmente positivo che riesce a produrre.

E c’è sì da festeggiare: è praticamente l’unico cantiere che la vecchia amministrazione De Ruggieri 1 è riuscito a partorire. Magari non proprio un’urgenza, diciamo, nella lunga lista di priorità cittadine (ad esempio la sistemazione di Porta Pistola attende inutilmente da decenni): un po’ come preparare un matrimonio passando due anni a scegliersi la cravatta. Ma il benaltrismo è esercizio retorico piuttosto inutile, lo riconosco pure io. E quindi, evviva.

Conta però che Matera si troverà così ad avere la sua principale arteria pedonale occupata totalmente dal cantiere suddetto (vedi foto di copertina, fonte: Sassilive). Piccolo particolare: intanto, quatto quatto, è arrivato agosto.

E in effetti è già da qualche anno che i materani hanno abbandonato l’abitudine di svuotare la città per riversarsi sulle spiagge di Matera Beach (alias Metaponto e dintorni), e che agosto risulta il mese più importante del copioso afflusso turistico, fonte di ogni bene e di ogni male nella nuova Matera, Patrimonio (dell’umanità) & Capitale (della cultura).

Alleghiamo grafico che airbnb gentilmente ci fornisce, per far capire l’andazzo ai nostri – certamente stupiti -amministratori.

Ma sollevata l’ironica obiezione, qualche solerte funzionario governativo, di quelli che scrutano i social alla ricerca del dissenso e del malcontento per segarlo alla radice prima che contagi irrimediabilmente la popolazione, sbotta: era inevitabile, se no si rischiava di aprire il cantiere col maltempo (eh sì, il clima londinese è terribile da queste parti) e avrebbe messo a rischio lo shopping natalizio (perchè quello ferragostano invece ci fa schifo). Come si fa a non capire una cosa così elementare?

Eh già: come si fa?

Perchè i lavori, programmati a gennaio, si possono certamente rimandare (senza apparentemente creare sconquassi nel continuum dello spazio-tempo) per la passeggiata del Capo dello Stato. Ma per le passeggiate dei turisti no. Anche se il mese di agosto fa registrare, da solo, più delle presenze dei sei mesi più mosci dell’anno.

Ha ragione il funzionario: come si fa a non capire?

Godiamoci quindi lo slalom tra i pali dei cantieri e il suono melodioso dei lavori in (via del) Corso: per una volta che ci sono, non lamentiamoci.

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Nino Carella

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant'anni.


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