MATERA 2019 COMMISSARIATA?

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nino carella

 

La notizia è piombata ieri, come un fulmine a ciel sereno nella calda e tersa serata materana, dai social network: il governo starebbe per varare un decreto di nomina di un commissario straordinario per Matera 2019.

Si tratterebbe di Salvo Nastasi, in passato già vicino ad essere candidato a sindacodi Napoli, e con pluriennale esperienza da commissario.

Di più non è possibile sapere, ma fonti ben informate parlano della nomina data come certa e imminente, tanto che la settimana prossima, addirittura martedì, potrebbe essere già presentata alla città.

Non si tratterebbe comunque del commissariamento della Fondazione. Si presume infatti che sarà un ruolo intermedio tra istituzioni locali e Governo, per facilitare e velocizzare le decisioni per l’imminente 2019, dopo due anni spesi a vuoto dall’amministrazione comunale.

In ogni caso la parola “commissariare” non può non far rima con “fallimentare”: tale è stata infatti finora la gestione di Matera 2019, e soprattutto del suo corollario infrastrutturale, dalla viabilità ai trasporti, dai contenitori culturali al recupero di zone degradate della città. Che dovevano essere la verà eredità dell’evento. Le novità politiche in tema di governissimo cittadino, non pare quindi abbiano risolto i timori del Governo sull’appuntamento, che rappresenterà l’Italia nel mondo dopo Expo.

Se quindi il ruolo dell’eventuale comissario sarà qualcosa in più che di ‘facilitatore’, c’è da giurare che in tanti a Matera troveranno inutile e improduttivo continuare a tenere in piedi un’amministrazione, di fatto, con le mani legate.

Si chiederà allora di andare a votare, e che Matera possa riprendere in mano il proprio destino con maggiore consapevolezza.

In autunno, forse, potrebbe essere già possibile. Tanto il 2019 sarà nelle mani del nuovo commissario. E non ci saranno più scuse.

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Nino Carella

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant'anni.


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