MATERA, LA CITTA’ INVINCIBILE

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NINO CARELLA

Chissà perché, me l’ero immaginato piccolo. Quando Nino (mi fa strano chiamarlo così, per la stridente omonimia, ma anche perché per me è Serafino, dal giorno in cui l’ho battezzato così, registrandolo nella rubrica del cellulare) Paternoster ha annunciato che era prossimo all’uscita un suo libro sul percorso di candidatura di Matera 2019, ho visualizzato d’istinto uno snello volumetto di poco più di 100 pagine. E invece, mi sono visto recapitare a casa un bel librone da quasi 500 pagine.

Per un paio di giorni l’ho guardato fare la sua bella figura in libreria. Poi ho deciso di affrontarlo.

E l’ho finito in un lampo.

Sarà perché l’argomento è quello che mi interessa più di tutti, sul quale ho tanto detto, scritto, sognato e blaterato. Sarà perché pezzi di quella storia li ho vissuti direttamente (ma sulla candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura 2019 ogni materano può differenziarsi dall’altro unicamente per l’indicazione del momento in cui si è sentito pienamente coinvolto nel processo, perché lo siamo stati praticamente tutti) e ci ho ritrovato esperienze personali e ricordi. Sarà infine per la voglia di recuperare in fretta informazioni sul pezzo della storia che invece mi manca (sono ritornato a Matera, piuttosto disorientato, solo a metà 2012 dopo quasi 20 anni fuori, “al Nord”), e che ho ricostruito solo parzialmente dai racconti e dalle testimonianze, di primissimo piano ma talvolta contraddittorie e comunque parziali, che ho avuto occasione di rubacchiare qua e là.

Sarà per questo o per altro, ma il vivido racconto di quella esperienza, insieme individuale e collettiva, scivola via veloce. Anche grazie all’idea vincente di alternare il diario di quei giorni (cronologicamente dalla nascita dell’idea di candidare Matera da parte dell’Associazione Matera 2019, fino al boato della piazza quel 17 ottobre 2014, mischiando ricordi personali dell’autore ad un certosino lavoro di ricerca giornalistico su articoli, interviste, comunicati stampa) agli interventi dei diretti protagonisti di una stagione esaltante e unica per Matera e i materani. Che, forse .ancora oggi non conosciamo bene, per colpa di insabbiamenti e depistaggi informativi, dettati da ragioni di opportunità politica. E che (questo forse il solo grosso limite della macchina vincente messa in moto per il 2019, che ne ha contribuito a determinare a un certo punto l’involontario e indesiderato stallo) la comunicazione interna non è riuscita a contrastare efficacemente, fedele alla missione di non mischiare il cammino della comunità materana verso il 2019, con la politica. Né quando la politica quel percorso l’ha sostenuto, né quando la politica quel percorso l’ha di fatto contrastato, nel tentativo di controllarlo e indirizzarlo diversamente.

Il libro di Nino Paternoster mette quindi definitivamente la parola fine a speculazioni e sciocchezze su quegli anni e su Matera 2019; e se ne sono dette e sentite tante. Scopriamo così, ad esempio (ma che sorpresa!), che Matera decise di candidarsi insieme a tutta la regione Basilicata già nel 2011 (come Venezia, o Perugia), e che la proficua collaborazione con i cittadini e le istituzioni potentine è stato tra gli elementi determinanti per la vittoria. Se siete saltati dalla sedia, è il caso di leggere questo libro con molta attenzione…

Nino-Serafino restituisce dignità storica ai fatti, nettamente separati dalle opinioni, che pure vengono riportate e commentate (quelle a favore e quelle contro), ma che risultano – com’è giusto che sia – solo rumore di fondo rispetto al dato che emerge prepotente dalla lettura, e che esalta il lettore: Matera ha vinto perché ha saputo costruire scientificamente un processo di crescita e di trasporto di tutta la comunità, trasparente e lungimirante, rispettando appieno quelli che erano i dettati, le regole, del concorso Ecoc. Perlomeno, grazie al lavoro, ma anche allo studio, alla selezione delle migliori competenze e professionalità (anche, ma non soprattutto, esterne alla città), alle capacità di coinvolgimento di semplici cittadini (ad es. i volontari del webteam) o di grandi personalità (ad es. lo scultore Arnaldo Pomodoro, e perfino il Dalai Lama), è riuscita a farlo meglio di tutte le altre città candidate. Sfruttando peraltro appieno, nell’immediato, la scia che la sola proposta di candidatura aveva scavato, arrivando ad esempio a raddoppiare in pochi anni il numero delle presenze turistiche, per la vasta eco internazionale che si era riuscita a produrre negli anni dal 2009 al 2014.

Ma, soprattutto, Matera ha vinto perché ha dimostrato all’Europa (non solo con il dossier, ma con l’intero suo percorso e con tutto ciò che intorno al dossier era stato costruito per convincere i commissari europei che Matera quel titolo lo meritava e lo voleva più di tutti) che la nomina a Capitale Europea della Cultura per il 2019, avrebbe segnato la città per sempre. Sia nei suoi spazi fisici che relazionali: nell’hardware come nel software. Appare finalmente chiaro a tutti quel che finora è stato evidente solo a pochi: che quel 17 ottobre 2014 c’era la ragionevole convinzione che con il conferimento a Matera del titolo di Capitale Europea della Cultura a discapito di qualunque altra città, proprio qui, a Matera, si sarebbe realizzato il cambiamento più grande e più profondo. Ed è questo che il premio Ecoc si prefigge, é questa la ratio principale con la quale l’Europa sceglie la città, il progetto da premiare.

Un libro che esce, assai opportunamente, dopo un momento di profonda confusione, in cui sono stati messi in discussione obiettivi già acquisiti, modalità di “ingaggio”, di esecuzione e di confronto già collaudate e coronate dal successo, e addirittura il significato stesso della vittoria. E’ un richiamo all’ordine necessario, paragonabile al monito transavanguardistico di Achille Bonito Oliva, che dopo anni di fumosi scervellamenti che non portavano progresso, costrinse l’arte e gli artisti a fare i conti con loro stessi, a interrogarsi su cosa volessero comunicare e dove volessero arrivare. E imporre di riprendere in mano i cari vecchi pennelli, rinnovando il denigrato passato per dipingere il futuro.

E’ una lettura che, mi auguro, potrà riconciliare Matera e i materani con il loro recentissimo passato. E che riuscirà anche, mi auguro, a risanare ferite ancora aperte, curandole con il rimedio della storia e della verità, restituendo a ciascun protagonista – troppo spesso in lotta fratricida per un lumen di visibilità in più – il valore assoluto del proprio ruolo o contributo, piccolo o grande che sia stato, alla vittoria finale. Perché hanno (abbiamo) contribuito tutti. E tutti insieme abbiamo il dovere di rimetterci in cammino, e nella giusta direzione.

Il racconto delle mille iniziative programmate e svolte, degli incontri, delle interlocuzioni, della frenetica attività di promozione della città e di spregiudicata costruzione del lobbing di supporto alla candidatura, finisce per restituire, oggi che pare smarrito, il valore assoluto della collaborazione e del rispetto del lavoro altrui, della premialità delle capacità, delle professionalità e del talento.

Si finisce quindi il libro recuperando lo smarrito entusiasmo del 2014, si sente addosso la voglia di rimettersi subito a lavorare per tentare di superare noi stessi e di fare di quel 17 ottobre non il momento più alto della nostra storia recente, ma solo una fondamentale tappa di avvicinamento al vero Capodanno di rinascita materana, che arriverà solo alla fine del 2019.

E magari costringere l’autore a raccontarci la seconda parte di questo viaggio straordinario che stiamo ancora compiendo. Perché non è finito. Anzi, per certi versi non è ancora neppure cominciato.

In ogni caso un libro, una testimonianza, che non può mancare in nessuna casa materana. Un punto fermo, un racconto guidato dalla penna precisa dello storico, intinta nel calamaio della passione per la propria città e dell’emozione di un traguardo che diventa, giorno dopo giorno, pagina dopo pagina, sempre più vicino. Sempre più possibile.

Una chiave di lettura per capire che, restituendo a Matera 2019 la sua vera dimensione e la sua originale impostazione, quel traguardo rimane sempre, comunque, ancora, ugualmente possibile.

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LE CITTA’ INVICINCIBILI, L’esempio di Matera2019, di Serafino Paternoster, ed. Universo Sud, sarà presentato oggi 20 giugno alle ore 18:30 a Palazzo Lanfranchi a Matera.

Il libro è acquistabile nelle librerie di Matera e online sul sito dell’editore (spedizione gratuita).

 

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About Author

Nino Carella

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant'anni.


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