MATERA E LA PISTA (RI)CICLABILE

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Quando ho postato una mia riflessione sulla proposta di una ciclovia Potenza-Laurenzana, il mio amico Pio Abiusi ha lasciato una riga di commento “ se volete vi prestiamo noi i tecnici”, per noi intentendo ovviamente Matera, perché Abiusi, pur nato a Potenza ormai è materano dalla testa ai piedi,quepista-ciclabile1i pochi capelli inclusi. E mi ha mandato qualcosa che a quel tempo mi era sfuggito, cioè la pista ciclabile in quel di Matera che è stata, nel giro di un anno, realizzata e praticamente dismessa.  Quando sui media si parla di qualità della spesa e non solo di velocità della spesa, si deve tener presente che  spesso è successo che per non restituire i soldi a Bruxelles, si è fatto la prima cosa che veniva in mente , senza approfondimento, senza coinvolgimento della gente, senza criterio. Quella pista cittadina materana era nata come una pista protetta, cioè con tanto di dissuasori che ne delimitavano il percorso. Non si è tenuto semplicemente presente che quella pista riduceva praticamente la strada di un terzo, come quei letti francesi che sono di una piazza e mezza e che o servono  per farci dormire due bambini oppure a due adulti che s’arrangiano uno addosso all’altro. Così , agli amanti della bici che per segPista-ciclabile-8251uire il percorso  cittadino dovevano fare più di qualche peripezia, si sono aggiunti gli automobilisti che dovevano o fare le code ,oppure saltare su quei dissuasori, ripigliandosi un po’ di spazio per passare.  De Ruggieri regnante si è deciso all’italiana: tolti i dissuasori e messa semplicemente una linea bianca, o meglio una linea che inizialmente era bianca, e che ora non si vede perché hanno pensato bene di  non più evidenziare il percorso ciclabile. Il tutto in un silenzio burocratico sconcertante nel quale due interrogativi rimbombano: 1) se hanno tolto i dissuasori lo hanno fatto per consentire che le macchine si riprendessero parte dello spazio, ergo non è una pista ciclabile per poter incrociare entrambe le direzioni di marcia. Se è questo vuol dire che c’è teoricamente una pista ciclabile appena disegnata ,ma che non è consigliabile ai ciclisti perché non dispone dello spazio autonomo necessario ; 2) per una opera costata 500mila Euro e inservibile per lo scopo, non si ha nulla da dire a chi l’ha progettata , diretta e realizzata? Non sono soldi di tutti, ancorchè soldi europei? Se non c’era lo spazio per farlo, non si poteva farlo appena fuori città? Ecco dunque che il problema si sposta dal locale al generale. C’è bisogno di una cultura diversa dell’impiego dei soldi, che non si esaurisca all’aappalto, alla ditta, al progettista, ma arrivi in fondo alla strada… anche se è solo una pista. r.r.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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