SE MATERA REGALA A POTENZA ANCHE IL PANORAMA

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nino-carellaNINO CARELLA

È ufficiale: sarà intitolato ad Emilio Colombo, uno dei politici lucani più noti e discussi) della prima Repubblica, l’affaccio forse più bello dei Sassi di Matera, quello di fianco alla Chiesa di S. Agostino; un affaccio che esclude dallo sguardo tutta la cacovisione della città nuova, abbracciando in sol colpo d’occhio, il Sasso Barisano, la Cattedrale, il Parco della Murgia (nella foto in copertina, il recente scatto sul posto della nota chef-star Jamie Oliver).

Scelta discussa e discutibile di una giunta comunale discussa e discutibile, tanto più che stando ai verbali delle sedute dei consigli comunali, dovrebbe essere di fatto azzerata, e che invece continua ad operare indisturbata, rendendo quei Consigli una ridicola e inutile pantomima, piuttosto che il luogo principe di elaborazione delle scelte strategiche della città.

Città che vive questo annunciato provvedimento come un doppio furto. Il primo, per aver scelto di intitolare giusto ad un politico un luogo simbolo per i materani e per i turisti. A un anno e mezzo dall’apertura del nostro anno culturale, non appare una scelta né coerente né saggia, e forse le caegorie di personaggi da omaggiare potevano essere ben altre. Il secondo, per aver lasciato cadere la scelta su un politico potentino, calcando ancora di più la mano sul senso di scippo continuo che Matera lamenta e soffre rispetto ad una politica regionale fortemente potenzacentrica. Con l’avallo e la complicità della classe dirigente materana, evidentemente inadeguata a difendere gli interessi del proprio territorio.

Fa specie peraltro che solo qualche settimana dopo aver tenuto pleonastici incontri aperti sul destino di Piazza della Visitazione, nel tentativo di recuperare in ritardo il mancato confronto con la città sul tema, si perda un’altra occasione per ricucire lo strappo emotivo ormai conclamato dei cittadini con la loro guida politica, e si proceda d’imperio con la consueta arroganza e protervia.

E infine, la successione di eventi che vede inanellarsi l’insperata approvazione del bilancio comunale (che alla vigilia pareva addirittura dover mettere a rischio la continuazione della consiliatura), con la richiesta avanzata da Vincenzo Viti, uno degli artefici del felice superamento dello scoglio, di intitolare a Colombo l’affaccio di Sant’Agostino, e la velocissima approvazione della proposta stessa, lasciano piuttosto interdetti i numerosi materani che presto dovranno riferirsi al discusso politico democristiano, per indicare uno dei luoghi più affascinanti della loro città.

Matera ennesima merce di scambio di favori tra pezzi di politica lucana, alle spalle dei cittadini? 

Se così fosse, forse allora la scelta di Colombo non sarebbe del tutto priva di una certo, inquietante e imarazzante, raziocinio.

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Nino Carella

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant'anni.


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