PD, MATERA: VIA LIBERA AL DE RUGGIERI 2?

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NINO CARELLA

nino-carellaIl Partito Democratico di Matera, dopo settimane di ripetute riflessioni in seno alla sua massima assemblea cittadina, scioglie finalmente il nodo gordiano del rapporto con l’amministrazione De Ruggieri, da quest’ultimo sollecitato, optando per non chiudere la porta all’ipotesi di un De Ruggieri 2 con il PD a reggere responsabilmente una stampella del claudicante governo cittadino.

Non che il DR2 sia dietro l’angolo: ancora lontane appaiono le posizioni del PD e del sindaco, che ha rigettato sostanzialmente le richieste (apertura di una crisi formale con le dimissioni e cambio totale rispetto al DR1). E la generosa offerta di postazioni (si è parlato di 4 assessorati, il vicesindaco, la Presidenza del Consiglio comunale, la Presidenza della Fondazione) è apparsa più indispettire e dividere i fragili equilibri del Partito Democratico, invece che spingere verso una rapida soluzione finale. 

O forse, era proprio quello che il “mite” De Ruggieri effettivamente voleva. Roba da far impallidire il più machiavellico dei Frank Underwood di noialtri.

Tuttavia, sulla strada del dialogo si presenta lo scoglio del bilancio. Rispetto al quale tutti i gruppi consiliari sono chiamati ad esprimere una posizione netta, anche per il richiamo del Prefetto al rispetto dei tempi. Una partita a scacchi che De Ruggieri punta a risolvere con determinazione, mettendo in scacco matto uno alla volta, tutti i protagonisti in gara. E uscendone vincitore, perchè di fatto questa appare come l’ultima possibilità di andare ad elezioni anticipate, rimanendo improbabile che il governo possa essere messo in crisi l’anno prossimo, non avendolo fatto finora.

E rispetto a questa prospettiva il PD si smarca, lasciando la maggioranza premiata dagli elettori a cuocere nel suo brodo, in attesa di un più netto e chiaro richiamo al senso di responsabilità di tutto il Consiglio Comunale nell’alto nome di Matera 2019, ed evitando di assumere in prima persona l’onere di un lungo commissariamento di fronte al quale, irresponsabilmente, il sindaco ha posto la città lasciando passare il termine del 24 febbraio senza scegliere se risolvere la sua crisi politica, o rassegnare le dimissioni.

Il disegno di De Ruggieri pare chiaro: ribaltare il segno della crisi, facendo passare il Partito Democratico come responsabile dello stallo che la città soffre da almeno due anni. O del precipitare in una crisi cieca e potenzialmente ancora peggiore, con l’arrivo di un commissario. La stessa operazione che gli era magicamente e furbescamente riuscita due anni fa, quando alle elezioni si presentò come il salvatore di Matera 2019, contro il sindaco che l’aveva resa possibile.

Il PD dunque non voterà il bilancio, ma uscendo dall’aula al momento giusto, sia in prima che in seconda convocazione, salvo improbabilissime sorprese, permetterà alla sbrindellata maggioranza di superare lo scoglio.

Evitando che Matera venga commissariata alla vigilia del 2019, certificando una figuraccia mondiale che tutti, politici, imprenditori, operatori turistici e cittadini stanno ora sforzandosi di impedire; e lasciando contemporaneamente aperta la porta alla possibilità che il contributo del PD alla governance dei processi che ancora faticano a mettersi in moto, possa essere nuovamente richiesta e stavolta risolta mettendo mani e testa di programmi, obiettivi, cose da fare. E in fretta.

Cambia nulla per cambiare tutto, ribaltando il famoso adagio letterario. I problemi politici di De Ruggieri resteranno lì. Ma il Pd, rifiutando le sirene poltronare suonate e cantate dal sindaco, lascia che sia il primo cittadino a prendersi l’onere di riaolvere problemi da lui stesso provocati, e che finora non è stato in grado di affrontare e risolvere. Se non cercando qualcun altro che li risolva al posto suo.

Il Pd dice chiaro e tondo che ha capito il trappolone e non ci sta. E se De Ruggieri 2 dovrà essere, dovrà partire su basi assai più solide di quelle prospettate finora.

Non poltrone, ma opere di bene. Per la città, e per il suo residuo sogno di una Matera 2019 all’altezza delle aspettative di tutta l’Europa.

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Nino Carella

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant'anni.

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