PROTAGONISTI: VITO RIVIELLO

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antonietta  A cura di  Antonietta LISCO

 

VITO RIVIELLO

rivielloUomo

Sulla dignità dell’uomo si sono consumate
frasi ornate e di sublime encomio
nello stesso momento che un plotone
creava lo sterminio di qualche popolazione
e le parole dell’uomo volavano basse
di rimorso o pietà di struggente dolore
di rabbia per la gran stupidità dei fratelli
convinti d’aver più dignità delle vittime.
Che vale, pensano, quel povero a me opposto
cosa pensa s’io non penso nulla ma vivo
in un paesaggio squisito, da me definito
e rifinito secondo memoria estetica e
continuano: quel fesso ha sbagliato e sbaglia09_Scala_Condominiale
deraglia col pensiero, fa il volo della quaglia,
non conosce gli ascensori pneumatici
o non esercita la volontà del fortissime volli?
E se poi facesse con la sua ragione i trecento
gradini per salire, lo butterei dal settimo piano
con una spallata sportiva, altrimenti perché
avrebbe fatto le scale, paziente? Ma per buttare me,
non è questo il gioco del fai da te?

 

Nato 08_Livelli_di_Coincidenzaa Potenza nel 1933, Vito Riviello, è vissuto, fino agli anni Cinquanta, in quella che fu il suo sogno di una “città tra paesi”, come recitava il titolo della sua prima raccolta di poesie (Città fra paesi, 1955), di impostazione neorealista ma con aperture alla cultura crepuscolare e al surreale. Fu Leonardo Sinisgalli ad occuparsi del suo lavoro inserendo alcuni testi nella sua conosciutissima rivista internazionale «Civiltà delle macchine» nel corso del 1956, presentandoli all’interno di un primo ritratto letterario di Potenza. A Potenza, Riviello diede inizio all’attività poetica , inserendola in una più vasta attività culturale che vedeva la libreria della madre come il naturale salotto dell’intellighentia lucana, fatta di giovani talentuosi e con la voglia di lacerare quella invisibile coltre di conformismo e di ossequio ai potenti che ingrigiva l’ambiente potentino. La sua voce si farà sentire già a partire dagli an03_Assurdo_e_Familiareni sessanta, traendo origine dalla provincia e dalle sue aspettative deluse, da una società impreparata a difendersi dai mali nazionali ed internazionali di quei tempi. Nel corso del tempo, Riviello vide crescere la sua rilevanza culturale, testimoniata dalle collaborazioni con le riviste «Officina» e «Rendiconti», dai rapporti con Pasolini e il Gruppo 63, e quindi negli anni Sessanta decise di lasciare la sua Potenza, «una città di cinquantamila abitanti/contemporanea». Andando via dalla sua città natale, Riviello, non ha mai dimenticato l’esperienza maturata in quella città, piccolo borghese a reddito fisso con la sua sproporzionata speculazione edilizia. Come accade ancora oggi. Per chi oggi vuole conoscere la poesia di Riviello è a disposizione la raccolta antologica Assurdo e familiare (1997).  Il volume contiene la produzione poetica da L’astuzia della realtà (1975) fino a Monumentanee (1992), e permette così di accostarsi più facilmente ad un’opera a10_Plurime_Scissioniltrimenti frantumata ed edizioni difficili da trovare. Non va dimenticata la sua significativa attività di ‘scrittore per l’arte’. Vito Riviello ha firmato testi , saggi, recensioni per i più particolari artisti del panorama italiano e internazionale, i suoi rapporti continuativi con la Pop Art Italiana con Mario Schifano in particolare. Riviello ha scritto anche libri in prosa, tra cui piace citare: Premaman (La Nuova Libreria, Potenza), con prefazione di Gilberto Finzi; La neve all’Occhiello (Capuano), con prefazione di Giovanni Russo; E arrivò il giorno della prassi (Empiria), introduzione di Giorgio Patrizi; La luna nei portoni (Calice, Rionero in Vulture); un libro singolare è Fotofonemi in cui l’autore seguendo l’antica lezione di Baudelaire attua la commistione dei codici d’arte traducendo 01_Astuzia_Della_Realta04_Dagherrotipo02_Sindrome_dei_Ritratti_Austerialla lettera 18 fotografie di Giuliana La portella.Chi ha conosciuto personalmente il poeta, anche solo per poco tempo, non può dimenticare il suo naturale talento per giocare con le parole, la sua capacità di attraversare tutti i livelli del linguaggio, di far confligere tra loro suoni e significati e ricavare accostamenti inaspettati e sensi inattesi. Morirà a Roma nel 2009.

        

 

 

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About Author

Antonietta Lisco

Antonietta Lisco, assistente domiciliare e ospedaliera. Ama l'arte, la scrittura, la moda e gli arredi. Quando può pratica yoga, il suo piacere per il corpo. Ascolta musica, ama il cinema. Scrive. Sua passione da sempre. Ha scritto un romanzo e...chissà.


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