QUANDO IL PUBBLICO LAVORA PER LA PRECARIETA’: IL CASO POTENZA

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E basta  con questa storia di esternare i servizi della Pubblica Amministrazione.!!!! E solo la riprova che il pubblico non sa fare il pubblico e che chiama il  privato a fare l’amministratore pubblico lucrando sulla pelle dei lavoratori. Che, in questo modo, entrano nella precarietà di un rapporto non tutelato e tolgono serenità e  futuro alle famiglie.  Un’amministrazione che sappia fare il proprio dovere, se li tiene i dipendenti, li aggiorna, li mette al lavoro, gli fa fare altro se necessario. Invece assisitiamo a dirigenti che non sanno che cosa fanno i loro dipendenti perché stanno a guardare in alto come Ciaula di Pirandello alla luna. Ed è grave che un Comune come quello di Potenza si presti ad operazioni del genere, negando a giovani potentini la possibilità dei concorsi, ora che ,uscendo dalla crisi, può farli. La verità è che, negando e spergiurando, c’è dietro sempre e solo la piccola politica, la meschinità di non guardare agli effetto di certi messaggi sbagliati che si lanciano. E questo dopo aver tanto celebrato il giovane che ha vinto le olimpiadi di Italiano. Come dire che se qui non si fanno i concorsi non c’è posto nemmeno per quelli come lui. Niente di nuovo sotto il sole di questa terra, ma è grave che venga da chi ha parlato di rinnovamento e di meritocrazia.. Giustamente i sindacati insorgono contro questa adesione del Comune di potenza ad una esternalizzazione che il Ministero ha voluto per i piccoli comuni, quelli che dovendo mettersi insieme per far tenere un servizio possono chiederlo all’esterno, ma certamente non è il caso di Comuni nei quali il servizio del personale è sempre mantenuto con i due rami giuridici e contabili. Che poi quello contabile è talmente informatizzato che si fa con pochissime persone. Giustamente la CGIL insorge contro questa cattiva idea dell’Amministrazione. Ecco la nota sindacale:

  “Tale decisione – si legge nella nota della CGIL – oltre che assurda ed incomprensibile, anche una scelta profondamente sbagliata che ha quale unico obiettivo quello di demolire un intero ufficio, tra i pochi che nell’ente hanno sempre funzionato con la massima efficienza.
Ma come può questa Amministrazione pensare che un Ente, come il Comune di Potenza, che ha oltre 520 lavoratori alle dipendenza, con una media di circa 30 accessi ai servizi al giorno da parte dei lavoratori che necessitano del contatto diretto con gli uffici, possa delegare al MEF le attività così complesse quali, per fare qualche esempio, la gestione e l’elaborazione del cedolino stipendiale, la rilevazione presenze, la gestione delle competenze accessorie, la gestione fiscale e retributiva e tanto altro, attività che per un ente di queste dimensioni non possono che essere gestite all’interno dell’ente stesso.
Basti pensare che in tutta Italia a questa convezione hanno inizialmente aderito 67 comuni (su oltre 8.000) e che a distanza di poco tempo ne sono rimasti solo 12, di cui 11 con una popolazione compresa tra i 5 mila e 6 mila abitanti. Molti dei Comuni che a fatica sono riusciti ad uscire dalla convenzione stipulata con il MEF, sentendosi per molto tempo in ostaggio, visto che il Ministero respingeva le richieste di recedere dal contratto, hanno avuto una esperienza estremamente deludente e raccontano di costi aggiuntivi, mediamente il 45% in più del costo originario sostenuto dagli enti, difficoltà tecniche di ogni tipo, compresa la rigidità della gestione che non si concilia con le esigenze di flessibilità di una Amministrazione Comunale, tempi di attesa lunghissimi per avere il servizio di assistenza telefonica e poter risolvere celermente le problematiche di ogni giorno, difficoltà di gestione delle nuove assunzioni avvenute nell’ultima quindicina del mese con l’impossibilità di corrispondere lo stipendio e difficoltà nella gestione delle cessazioni con la necessità di attivare procedure del recupero dell’indebito.
E’ il caso di dire che non si finisce mai di toccare il fondo e ci piacerebbe sapere di chi è stata questa idea insensata da tutti i punti di vista e che si fa affascinare dal pensiero “illuminato” che pagando circa 23 mila euro all’anno il servizio esternalizzato al MEF possa utilizzare il personale altamente professionalizzato per coprire le gravi carenze di organico al Comune di Potenza presenti in tutti gli altri settori. Tale scelta appare ancora più irrazionale ed irresponsabile se si tiene conto che, attualmente, il costo delle 6 unità che si occupa delle attività che verranno esternalizzate è pari a circa 16 mila euro, comprensivi anche dei servizi di assistenza informatica, ovvero 7 mila euro in meno rispetto alla scelta di aderire alla convenzione. E ancora si commette questo “scempio” solo per recuperare 2 unità, così come si evince dalle istruzioni del MEF relative alla comparazione degli elementi di costo (5% del personale addetto).
Come può quindi definirsi, se non come scellerata, una scelta di esternalizzazione di un servizio oggi efficiente che domani costerà di più e che porterà al caos più totale la gestione dei servizi stipendiali? Davvero tutto questo per recuperare due unità? Dobbiamo davvero pensare che in tutto il Comune di Potenza non abbiamo altro modo per un migliore efficientamento della distribuzione dei carichi di lavoro senza passare per la demolizione di un ufficio che funziona?
Da tempo come Fp Cgil aveva chiesto al Sindaco di procedere alla rilevazione dei carichi di lavoro per avere un quadro preciso “di chi fa cosa” e ottimizzare l’utilizzo delle risorse umane anche stanando molte situazioni di comodo che si continuano a voler ignorare o peggio a proteggere. Non sarebbe più utile utilizzare quei 7 mila euro dei primi costi aggiuntivi per la convenzione MEF per processi di riqualificazione del personale interno e potenziare così le carenze di organico?
Come Fp Cgil di Basilicata chiediamo al Sindaco e all’Amministrazione Comunale tutta di revocare immediatamente la delibera, preannunciando che, in caso contrario, attiveremo ogni iniziativa utile ad impedire che una tale scelta possa portare al disordine e alla disorganizzazione più totale dei servizi stipendiali, ivi comprese azioni di mobilitazione e di lotta insieme ai lavoratori”.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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