WALTER IANNUCCI, L’IMPRENDITORE CHE GUARDAVA LONTANO

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Conoscevo, allora  in maniera del tutto superficiale,  Walter Iannucci da quando accompagnava Zio Decio, cioè il Senatore Scardaccione che come tutti quelli che non hanno bisogno di alzarsi i tacchi mostrando i titoli, era per tutti o Don Decio o Zio Decio, non Professore o Senatore. Walter lo seguiva senza altri scopi che quello di apprendere tutto quello che poteva riguardare le cose da fare in agricoltura. Una cattedra ambulante potremmo dire. Poi, anni e anni dopo, me lo vidi presentare al Dipartimento Agricoltura e, con la vivacità, il calore e la cordialità che lo contraddistingueva, finimmo col parlare per due ore di tutto, di Zio Decio, dell’agricoltura, del Metapontino, delle cose che non andavano, che erano parecchie. T7iYPwd5 Trovò il modo di decantarmi invece le cose che faceva lui e, a me, che sono sempre restio ad innamorarmi a prima vista, sembrò che si sparasse un po’ la posa, apparendomi allora più uno che sapeva fare marketing di se stesso che uno che valeva tutte le cose che diceva. Siccome al sodo c’era un’altra iniziativa  che voleva intraprendere, ed anche questa era ,per quei tempi, di portata innovativa notevole, una mattina decisi di farmi cento chilometri di macchina e di citofonare alla sua azienda  in quel di Bernalda. Fu sorpreso di quella visita ma non imbarazzato, tutt’altro. Mi accompagnò per la sua azienda diretto a quelle serre che aveva appena finito di montare. Era, in Basilicata, la prima coltura di pomodorini soprassuolo: un ettaro di serra ( poi diventarono due) nelle quali le piantine crescevano assistite dal computer , tanto di acqua, tanto di fertilizzanti, tanto di antiparassitari, e con la ventilazione anch’essa attivata secondo l’umidità esistente in ambiente. Un laboratorio nel quale i camici bianchi degli operai e degli agronomi rendevano l’idea del nuovo che aveva portato in terra lucana. Walter era stato in Olanda, si era guardato intorno ed aveva deciso di sperimentare anche in Basilicata la tecnica idroponica, cioè di germinazione e coltivazione di piante in ambienti chiusi. Il risultato del controllo computerizzato di ogni fase di crescita della singola pianta era un pomodoro ( ciliegino) perfetto dal punto di vista biologico che riusciva a vendere sui mercati di Londra a 3 euro, contro l’1,20 che in Italia pagavano al chilo. Questo ricordo personale per inquadrare un imprenditore vero, di come ce ne sono pochi, pochissimi e di come ce ne vorrebbero tanti per cambiare il corso di questa comunità regionale. Ieri sera, a qualche mese dalla sua tragica morte nel mare di Metaponto, la figura di Walter è stata ricordata dai suoi amici più cari, prima di tutti quel  Vito de Filippo che per Walter era al di sopra di tutto e di tutti. E proprio  il Sottosegretario ha trovato parole giuste per disegnare la persona, sottolinearne il valore, evidenziarne la capacità di capire, lui,  Walter, per primo, che l’agricoltura si espande solo con la ricerca, con la sperimentazione e con la divulgazione.  Tralascio di raccontare la serata, la commovente testimonianza della figlia tredicenne, la sala affollatissima di persone che hanno ritenuto spontaneamente di essere presenti. In questa sede mi piace ricordare solo l’imprenditore  Walter Iannucci, esempio di quelle energie umane che sono il concime non computerizzato della crescita regionale.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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