La mozione presentata dalle opposizioni per sollecitare interventi urgenti in materia di politiche sociali ha trovato il muro dell’ostilità della maggioranza al Consiglio comunale di Potenza che non si è presa neppure la briga di presentare un contro documento per trovare le mediazioni necessarie ed il linguaggio giusto. Bocciata e basta, quasi che in quel documento presentato non ci fosse il grido di aiuto di decine e decine di famiglie e di altrettante associazioni di volontariato e di servizio sociale. La mozione delle opposizioni raccoglieva, difatti, l’invito scritto da Anpi, Rete degli Studenti Medi, Associazione Libera Potenza, Coordinamento Democrazia Costituzionale Potenza, WWF Potenza, Arci Basilicata, Libera Basilicata, eAssociazione Famiglie FuoriGioco Potenza, Esse Basilicata, AIPD, Associazione Lucana Autismo, GVS – Gruppo Volontariato Solidarietà Potenza, Comitato Promotore ETS Marisol Lavanga, Caritas Diocesana Potenza, CIF Provinciale Potenza, Libera Università delle Donne, Le rose di Atacama, CGIL Basilicata, UIL Basilicata e CISL Basilicata.
Questi volontari ed operatori chiedevano semplicemente al Sindaco, alla giunta Comunale ed alla maggioranza tutta testualmente di “Indicare una strada concreta a tutti gli enti locali, anche di concerto con l’Amministrazione Regionale, per svolgere un ruolo di guida e capofila in questo periodo di difficoltà per l’intera comunità potentina e lucana.” Richiesta, ancora una volta, caduta purtroppo nel vuoto, essendo prevalsa la strumentalizzazione politica e, quel che è peggio, l’immobilismo. Il risultato è che la mozione viene bocciata, la maggioranza si spacca.
Eppure il Comune di Potenza è capofila del “Piano Sociale di Zona” e perno della programmazione degli interventi a sostegno delle fasce più deboli e dunque il suo silenzio sulla questione è colpevole, giacchè esprime solo- dicono in un documento i consiglieri di centrosinistra e dei cinquestelle-.un vistoso arretramento sulle problematiche sociali, arretramento aggravato dalle inaute parole dell’assessore Picerno contro le associazioni firmatarie che non si sarebbero viste nella fase dell’emergenza..
Vogliamo – dicono i firmatari della nota- ricordare all’assessore che la realtà associativa opera anche al di là dei binari indicati dall’istituzione comunale ma non per questo è meno efficace. Occorre maggiore rispetto nei confronti degli operatori e dei volontari che lavorano quotidianamente (anche al fianco delle Istituzioni) per combattere il disagio sociale in questa città. Insomma- complice l’assenza del Sindaco- la maggioranza ha perso l’occasione per mostrare unità e responsabilità su un tema così impellente per la tenuta sociale della comunità.
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