ACCOGLIENZA DIFFUSA NON SIGNIFICA UN ALBERGO IN OGNI COMUNE

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Che la Basilicata abbia offerto al paese l’idea di un progetto alternativo di accoglienza e di inclusione dei migranti è unanimemente riconosciuto dalla stampa nazionale, dopo che il ministero ha fatto esplicito riferimento alle buone pratiche messe in atto in terra lucana. L’idea di fondo è di ripartire nei Comuni il carico proporzionale dei migranti in ragione di venti ogni mille abitanti, in maniera da aprire le porte ad una sia pur minima integrazione sociale dei rifugiati nella convivenza urbana. Accanto a questo è maturato un concetto più “produttivo” , che si sta facendo faticosamente strada e cioè di utilizzazione dei migranti in lavori di pubblica utilità, attraverso un breve periodo di formazione e una rotazione ampia dei lavoratori. Il prossimo 16 gennaio partirà il progetto “Citta verde “dell’Acta di Potenza, con  l’utilizzo in due fasi di 60 migranti su 240  in sei mesi per lavori di pulizia e manutenzione del verde ed altro. Su questa idea, ci siamo spesi non poco, perché l’idea di tenere tutte queste persone a dormire ed a mangiare senza fare niente era quando di più lontano da una vera accoglienza. Che dei giovani abbiano affrontato la morte per soggiornare in Italia a spese degli italiani è quanto di più stupido si possa pensare. Quindi tenerli in alberghi oppure in luoghi collettivi, senza che questi giovani possano intravedere spiragli per migliorare le situazioni delle loro famiglie di provenienza non solo non risolve il problema ma lo espone a rischi di degenerazione e di sfruttamento da parte della criminalità. Ne deriva che le spese che il paese sostiene per queste persone possano essere uno strumento per una organizzazione alternativa che può comportare anche situazioni logistiche diverse ed una organizzazione per gruppi di autogestione controllata. Bene ha fatto il Comune di Venosa ad emanare un bando per la disponibilità di alloggi da assegnare a queste persone. E’ il primo passo perché i migranti si organizzino, si mettano insieme per rastrellare tutti quei lavori marginali che gli italiani non fanno più. Il vantaggio è che certi progetti sociali possono con pochi soldi offrire quella possibilità che i giovani cercano: di sostenere le proprie famiglie con un minimo di rimesse possibile. Ricordiamo che tanti di quei lucani sono andati in America esattamente con la stessa finalità: lavori marginali da cui ricavare un minimo di sostegno alle famiglie di origine. La differenza di valuta è in grado di trasformare una rimessa di duecento euro al mese in un consistente aiuto familiare. La scelta è se immetterli nel tessuto sociale, sia pure in questa fase sotto attenta vigilanza delle Istituzioni, oppure fare di questo fenomeno una occasione per alcuni per far soldi lasciando alla collettività un problema che ogni giorno diventa più esplosivo. Questa idea dell’accoglienza diffusa non significa attivare un albergo in ogni paese, ma dare delle occasioni per un interscambio di opportunità a partire da piccole cose e da piccoli progetti.

 

 

 

 

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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