CIP ZOO. UN DIBATTITO SUL NULLA

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giampiero iudicello

 Chiamato in causa da un articolo sulle pagine del Blog Talenti lucani,  non mi sottraggo al compito di dire la mia su un dibattito che sta animando la Città di Potenza.

Il dibattito che si è sviluppato in questi giorni sulla questione Nuovo Stadio – Parco della Città ha assunto spesso i contorni di una polemica conflittuale:  è sembrato che le due cose fossero in contrapposizione , in alternativa , che una escludesse l’altra. Ancor più inopportuna, e direi stupida l’idea, fatta passare d alcuni, che la destra fosse per lo Stadio e la Sinistra  per il Parco. Ricordo una celebre canzone di Gaber: “ che cos’è la destra, cos’è la sinistra”; lo stadio è di destra e il parco di sinistra ? Non diciamo sciocchezze.

Potenza è citta capoluogo di regione, merita uno stadio che sia in grado di ospitare campionati ed eventi sportivi anche delle massime serie. Io partirei dall’immediato e mi porrei innanzitutto il problema del prossimo campionato: se il Viviani sia o no in grado di ospitarlo nel caso la buona sorte ci dovesse assistere, e lavorerei da subito a quello. Detto questo, il nuovo stadio per me deve rispondere alle reali esigenze della città, deve essere sostenibile, non andare ad impattare in zone non opportune creando mostri urbanistici. Non sono contrario al fatto che siano i privati a farsi carico della realizzazione dello stesso, e penso che il privato che investe debba avere un tornaconto, ma questo tornaconto non deve essere un regalo, non deve significare speculazione cementizia-commerciale selvaggia; serve equilibrio e chiarire bene, anche attraverso un confronto pubblico, le cose che si vogliono e quelle che non si vogliono. 

Da amministratore, nella scorsa legislatura, ho lavorato alacremente al fianco dell’assessore Pergola e gli uffici comunali per arrivare alla sottoscrizione del Protocollo Consorzio Asi-Comune di Potenza, affinchè il Comune recuperasse la potestà pianificatoria su un’area importante della città, attraversata dal fiume Basento. Un’area dove insistono il Ponte Musmeci (gioiello dell’architettura contemporanea) e il ponte San Vito, opera di epoca romana, un’area dove il comune di Potenza ha investito nel corso degli anni       per la realizzazione del parco fluviale del Basento. Il giorno in cui è stato firmato il Protocollo ho salutato con favore l’evento e espresso alcune considerazioni sull’area stessa, l’unica area della città dove si può immaginare e realizzare  una visione, non essendo satura di cubature e disponendo di tanti spazi da riqualificare. 

Io immagino che questa area possa diventare, mettendo altri tasselli, un’area di aggregazione di questa città, dove i Potentini possano trascorrere il tempo libero e dove i visitatori possano venire a fare passeggiate immersi tra bellezze naturali e architettoniche, un’area che insieme al centro storico, la cui opera di valorizzazione va completata, facendo seguire alla riqualificazione strutturale quella socio –culturale, svolga una importante funzione sociale: luoghi dove i potentini in un a citta urbanisticamente disgregata possano incontrarsi, scambiare opinioni, fare comunità. Vedrei quindi con favore un proseguimento su questa linea con la realizzazione di un parco verde dotato di un piccolo anfiteatro all’aperto realizzato da qualche importante architetto contemporaneo e la realizzazione di servizi come punti ristoro e spazi dedicati alla pratica dello sport all’aperto, spazi fruibili anche da bambini, disabili e anziani. Attenzione però anche questo parco o spazio verde deve rispondere ai criteri della sostenibilità  e andrebbe dimensionato secondo quelle che sono le reali possibilità di manutenzione e le reali esigenze della città.

Sono stato tra i promotori e sottoscrittori della raccolta firma per chiedere alla Regione un investimento per la realizzazione del parco perché pensavo al completamento della “infrastrutturazione per il verde e il tempo libero” dell’area Asi, secondo quella che per me è la vocazione della zona . Non ho cambiato idea in proposito.

La cosa che mi stupisce più di tutte è che forse si facendo un dibattito sul nulla. Quella della realizzazione di un nuovo impianto sportivo da 10-12 mila posti nell’area della Cip–Zoo è una ipotesi irrealizzabile. Basta guardare con attenzione alla normativa vigente, alle norme Coni, e a quello che è successo in altre citta d’Italia per rendersi conto che parliamo del nulla. La normativa sulla realizzazione dei nuovi impianti sportivi prevede l’osservanza di tutta una serie di norme per cui se si va a costruire e un nuovo stadio bisogna prevedere: spazi per i parcheggi ( definiti nella metratura in base al capienza e inderogabili), spazi per le zone di pre-filtraggio, spazi per le zone di accesso e sosta della tifoseria ospite, spazi per le vie di fuga. Si tratta di norme inderogabili per gli stadi di nuova costruzione . Non sono un ingegnere, ma facendo dei calcoli alla buona e guardando a quello che è successo nelle altre città , ho stimato la necessità della disponibilità almeno 11 ettari di terreno per il rispetto di tutte le norme . Mi risulta che lo spazio a disposizione nell’area dell‘ex Cip-Zoo sia di circa 6 ettari. A Pescara di recente hanno costruito un nuovo stadio con capienza di 12mila posti occupando spazi per circa 13 ettari.

A tutto questo dobbiamo aggiungere che ci sarebbero problemi per il rispetto delle distanze che il nuovo impianto dovrebbe mantenere dal fiume Basento e  dal distributore di Gas che insiste nei pressi della Cip-Zoo.

La mia opinione è che bisogna pensare ad altri siti. Va valutata, perché no , anche  la possibilità di una riconversione del Viviani, ipotesi questa  che chiaramente comporterebbe  un ripensamento del sistema della viabilità con navette che mettano a sistema i parcheggi (viale dante, via Nazario Sauro, via Mazzini esistenti in citta e sempre vuoti la domenica). A Bergamo è stata fatta una operazione simile.  In alternativa alla riconversione del Viviani, ci sono zone come Contrada Lavangone o la piana di Tito che meglio si presterebbero alla realizzazione di un Nuovo stadio. Otterremmo cosi l’effetto di riqualificare aree periferiche e abbandonate con lo stadio e le infrastrutturazioni a corredo; certo bisognerebbe trovare, anche il modo perchè il privato che investa abbia come giusto che sia, un tornaconto, ma deve trattarsi di giusto tornaconto e non di forzature per praticare vie impraticabili o dar luogo a saturazione di spazi con il cemento.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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