NARRAZIONI POLITICHE: I “SEMINATORI DI ODIO”

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FRANCESCO SCARINGI

È curioso come alcuni opinionisti cercano di fare una disamina dei tempi non troppo belli che viviamo ricostruendo gli ultimo 30 anni di politica italiana all’insegna “dei seminatori d’odio”.

Lo schema è semplicistico: la sinistra (ex PCI -PDS) in crisi ha risposto all’avanzata di Craxi e poi di Berlusconi con una campagna d’odio che si è fusa con quello dell’estrema destra e sinistra.
Di qui l’esito miserevole della politica di oggi, nostro pane quotidiano.

Nello schema c’è qualcosa di vero. Il fatto, per esempio, che ci sia stato un declino della politica è indiscutibile.

Qualche spiegazione in più bisogna darla però, a incominciare dalle grandi trasformazioni geopolitiche dopo il crollo del muro di Berlino, dall’egemonia neliberista, che ha portato alla crisi economica, una delle più gravi del novecento.
All’affacciarsi del leaderismo in politica, anticamera del populismo. Una destra sempre più cinica e rampante e una sinistra che abbraccia il neoliberismo e il leaderismo, trasformando i partiti in comitati elettorali.
Conseguenza anche di una implosione dei grandi partiti storici incapaci, o impossibilitati a rinnovarsi e ristrutturarsi rispetto alle grande trasformazioni che hanno coinvolto l’economia, il mondo del lavoro, la tecnologia, i sistemi di comunicazione e di relazioni. Così come si sono modificati i ceti di riferimento, privi oramai di fisionomia determinata dal lavoro e dalle attività svolte, diventate più fluide, indeterminate e precarie.

Questioni come si può comprendere più complicate rispetto ad una ricostruzione moralisticheggiante.

È evidente che oggi ci troviamo difronte ad una politica che è figlia del passato ma che porta in sè anche delle novità rispetto ai repentini cambiamenti sul piano internazionale ed europeo con riferimento in particolare alla crisi economica ancora non risolta legata strettamente gli assetti geopoliti (dove i protagonisti non sono più due, ma almeno tre), all’incertezza sul futuro e le questioni ambientali, che mettono in discussione l’attuale assetto del capitalismo.

Di fronte a questi giganteschi problemi la sinistra storica si è trovata impreparata e deve scontrarsi con la paura, l’egoismo, il disagio su cui facilmente soffiano le destre sovraniste e il cinismo populista, che basano la loro politica sulla semplificazione dei messaggi e il consenso immediato.

La sinistra dovrebbe ridefinire i propri orizzonti sia negli ideali che nell’azione, diventando punto d’interralazione delle nuove e mutevoli soggettività politiche emergenti, si pensi solo alle questioni dell’ambiente, della precarietà del lavoro o dell’emigrazione che riguardano il delicato rapporto con il futuro.
Ma soprattutto un rilancio della politica, che non può ridursi solo agli schemi della democrazia parlamentare e rappresentativa ormai in parte svuotata o resa inefficace, con forme di democrazia diretta e più partecipata, tenendo presente che le reti di relazioni e le tematiche devono contemplere gli aspetti locali e globali.

Un lavoro difficile, lungo e di grandi prospettive. Purtroppo ciò che si vede in giro è poca cosa, di qui il facile passaggio dalla politica al moralismo o al piagnisteo.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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