ROCCO ROSA
Il piano dei rifiuti, come tante altre cose che hanno riguardato l’ambiente in Basilicata, arriva con un certo ritardo, al punto che la situazione esistente si è imposta anche ai legislatori regionali. Finita, grazie anche alla Magistratura, la pacchia delle discariche, e dei camion che giravano per la Basilicata in nome di una emergenza sempre presente, gli amministratori locali si sono trovati a dover prendere decisioni che finalmente privilegiavano la resa del servizio rispetto alle convenienze del sistema pseudo imprenditoriale che gestiva il settore dei rifiuti. La sollevazione delle popolazioni sui danni da incenerimento dei rifiuti ( vedi Fenice, Barile) ha fatto il resto, chiudendo un altro varco nel quale interessi più o meno leciti prosperavano indisturbati. Oggi ci troviamo in una situazione che è in netto miglioramento rispetto al passato e dalla quale può nascere un sistema virtuoso pubblico, nel quale il privato ha diritto di cittadinanza solo nella misura in cui riesce a competere per qualità di servizio e per convenienza. Due o tre problemi dovranno impegnare l’attività del neo assessore, Pietrantuono: 1) vigilare con verifiche semestrali che i gestori del settore (provincia e Comune) mantengano il crono programma previsto dal piano e che al 2020 richiede rifiuti zero, cioè un recupero totale di tutto il materiale 2) chiudere col sistema degli inceneritori a cominciare da Fenice; 3) privilegiare impianti di compostaggio dimensionati al territorio da servire, per evitare che a valle torni a riorganizzarsi quel sistema di raccolta di convenienza a ricevere materiale da altre regioni.
In questa direzione una prima vera battaglia da fare riguarda quel mega impianto di trattamento dell’organico previsto a Melfi, uno vero sconcio che puzza lontano un miglio ancora prima che inizi a lavorare gli scarti alimentari.
Se è vero, ed io ci credo, che sui rifiuti c’è spazio per una autosufficienza organizzativa ed imprenditoriale, si combattano tutti gli impianti che risolvono i problemi ambientali delle altre regioni semplicemente scaricandoli sulla Basilicata . C’è un ciclo virtuoso che può riguardare una imprenditoria dei settori ecologici ( dalle stazioni di trasferenza, a quelle di immagazzinamento del materiale pulito, a quello delle prevagliatura , a quello della prima trasformazione del materiale plastico. Su questo c’è spazio per imprenditori che vogliano fare le cose in maniera…pulita. L’Assessore Pietrantuono ha tutte le carte in regola per riportare trasparenza in una materia che finora è servita a tanti scopi, fuorchè a rendere più ecologica la regione.