E TU, SAI SCRIVERE?

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DE SCISCIOLODANIELA DE SCISCIOLO

La Lettera aperta di 600 docenti universitari al Presidente del Consiglio, alla Ministra dell’Istruzione e al Parlamento italiano, promossa dal Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità, ha aperto un dibattito sulla stampa e sui social network.

È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente. Da tempo i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcuni atenei hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana. A fronte di una situazione così preoccupante il governo del sistema scolastico non reagisce in modo appropriato, anche perché il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico più o meno da tutti i governi. Ci sono alcune importanti iniziative rivolte all’aggiornamento degli insegnanti, ma non si vede una volontà politica adeguata alla gravità del problema.

Questo l’incipit della lettera, a cui seguono le proposte avanzate che riguardano tre ordini di problemi: 1) la revisione delle Indicazioni nazionali per il primo ciclo; 2) il controllo degli apprendimenti mediante “l’introduzione di momenti di seria verifica”; 3) “la partecipazione di docenti delle medie e delle superiori rispettivamente alla verifica in uscita dalla primaria e all’esame di terza media, utile per stimolare su questi temi il confronto professionale tra docenti dei vari ordini di scuola”.

Le Indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione del 2012 contengono le linee di indirizzo metodologico e didattico per tutti gli ambiti disciplinari a partire dalla scuola dell’infanzia e fino alla secondaria di 1^ grado: l’educazione linguistica con il suo carattere centrale e trasversale alle discipline è questione che riguarda tutti i docenti, non solo quelli di Italiano. Metodi, obiettivi e traguardi di competenze sono così ben dettagliati che pensare ad una revisione delle Indicazioni (come nota lucidamente Giuseppe Bagni, presidente nazionale Cidi) a soli 5 anni dalla loro emanazione – che ha posto rimedio, è bene ribadirlo, ai guasti Moratti e Gelmini – appare azzardato. Si noti che i livelli di apprendimento linguistico in uscita dalla classe quinta della scuola primaria – ex elementare – sono di livello medio-alto nelle rilevazioni internazionali.

Proporre di aggiungere ulteriori momenti di seria verifica a quelli già esistenti di livello nazionale (INVALSI) ed internazionale (OCSE Pisa, IEA, per esempio) significherebbe immaginare test da somministrare ogni anno nel corso degli otto anni della scuola primaria e secondaria di 1^ grado con buona pace della loro attendibilità (vi sono apprendimenti che necessitano del tempo lungo per sedimentarsi) e di quanto i docenti realizzano nei loro percorsi di apprendimento/insegnamento. Altro è implementare la cultura della continuità e della costruzione del curricolo verticale attraverso i gruppi di ricerca presenti all’interno degli Istituti Comprensivi: è lì che i docenti dei tre ordini di scuola dialogano tra loro condividendo buone prassi.
Anche perché, e veniamo al terzo punto, non si può davvero pensare e proporre che chi sta più in alto debba e possa controllare chi è più in basso: vertice all’Università e base alla Scuola primaria!!!!!!!!! Sic stantibus rebus a chi affidare il controllo dell’operato dell’Università? La contrapposizione e il controllo gerarchico non hanno mai portato a significativi risultati.
Mi piace suggerire la lettura del ben argomentato contributo di Alberto Sobrero, docente universitario e segretario nazionale G.I.S.C.E.L., quando, tra le altre, nota che “la collaborazione tra insegnanti dei diversi ordini di scuola è sicuramente necessaria, ma non per un controllo dall’alto verso il basso. Se si parte dal presupposto che tutti i docenti sono dei professionisti, il lavorare insieme è utile per imparare gli uni dagli altri: si definiscono ambiti di pertinenza, si condividono problemi, si trovano punti di debolezza su cui intervenire, si progettano e si sperimentano strategie.”

Problema quindi insolubile? No di certo, ma bisogna tener conto che finché non ci sarà un reclutamento ed una formazione iniziale ed in servizio dei docenti degna di un Paese, e di un governo, che investe davvero e seriamente sulla qualificazione professionale del personale della scuola faremo davvero poca strada; finché non ci sarà una scuola realmente democratica per tutti e per ciascuno, quella dell’articolo 3 della Costituzione italiana, secondo comma, come amava sottolineare Tullio De Mauro; finché non ci sarà l’abbandono della ricerca del capro espiatorio perché alcuni si salvino l’anima ed altri precipitino all’inferno, bene fino ad allora continueremo ad assistere alla pratica dello scaricabarile che ha davvero il fiato corto.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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