ROCCO SABATELLA

Non sappiamo dove Nicola Dionisio, Napolitano padre e figlio e Michele Saponara trovino la pazienza necessaria per andare indietro alle follie di Umberto Vangone. Ancora una volta, come troppo spesso è successo già nella scorsa settimana, il signore di Cava dei Tirreni ha trovato motivazioni senza capo e coda per non andare dal notaio a firmare l’atto conclusivo per la cessione del Potenza. La qual cosa ha fatto andare, giustamente, su tutte le furie Nicola Dionisio che ha chiamato il sedicente dirigente campano per invitarlo, con le maniere forti, a rispettare gli impegni sottoscritti.  Nessuno può immaginare che cosa frulli nella testa di Vangone e perché continua a comportarsi in questa maniera inconcepibile: nemmeno il miglior psicologo del mondo riuscirebbe a capire i suoi comportamenti se avesse la possibilità di trovarsi di fronte a lui per tentare di capire a fondo il personaggio e trovare le ragioni del suo agire così altalenante. Di fronte alla dura posizione di Dionisio, è arrivata la comunicazione che la riunione dal notaio è stata fissata per lunedì prossimo alle ore 12. Con la speranza unanime che questa sia la volta buona, E’ una speranza e non una certezza che tutto si risolva, finalmente, lunedì 20 febbraio. Perché, pur di fronte ad un preliminare con tanto di firma di Vangone e a una penale di 50 mila euro se non si rispettano certi paletti contenuti in questo preliminare che è stato depositato per la registrazione all’agenzia delle entrate da Michele Saponara, i dubbi non svaniscono mai ed anche gli sportivi sono a questo punto sconcertati. Al punto da ritenere che forse i tifosi che domenica scorsa nella gara con la Nocerina sono rimasti ancora fuori dallo stadio Viviani non hanno avuto tutti i torti a comportarsi così. Si diceva che la pazienza ha un limite e il limite è appunto lunedì. Non ci convince del tutto nemmeno quanto contenuto nella pec inviata al gruppo Dionisio in cui si sostiene che, pur di fronte al termine perentorio del 18 febbraio, il primo giorno utile lavorativo per andare dal notaio è appunto lunedì. Si tratta di un’interpretazione giuridica oppure siamo di fronte ad un ulteriore escamotage per non incorrere nel rischio di pagare la penale?  Noi propendiamo per la seconda ipotesi perché se il termine è stato stabilito per il 18 febbraio, le due controparti e nella fattispecie Vangone si sarebbe dovuto attivare per fissare l’appuntamento dal notaio prima della scadenza. Ma il gruppo Dionisio ha preso per buona, crediamo per quieto vivere,  l’interpretazione di Vangone e ha acconsentito ad aspettare il primo giorno della prossima settimana per chiudere l’operazione passaggio di proprietà. Ma se malauguratamente ciò non dovesse avvenire, il gruppo Dionisio dovrebbe dire basta con Vangone, adire le vie legali per ottenere il pagamento della penale e abbandonare, suo malgrado, il tentativo di rilancio del calcio a Potenza. Solo in questo modo probabilmente l’umorale uomo venuto da Cava dei Tirreni prenderà coscienza che è una bufala dire di cedere il Potenza a Dionisio e ai suoi amici a zero euro. Non è proprio così perché la cessione della proprietà della società  consentirà a Vangone di risparmiare una somma che si aggira sui 250 mila euro tra debiti pregressi e spese per concludere la stagione che il gruppo Dionisio ha deciso di accollarsi per intero. Quindi la finisca Vangone di dire continuamente bugie quando parla di attaccamento al Potenza o di cessione a costo zero oppure che ha altri acquirenti che gli offrirebbero molto di più.. L’unico attaccamento che ha è verso i soldi. Se in maniera misera e meschina ha mandato il fido scudiero Cannella a ritirare l’incasso di 4 mila euro per i biglietti venduti ai tifosi della Nocerina.  Quindi  Vangone si tenesse il Potenza a dispetto dei santi, lo vendesse a chi preferisce oppure continuasse la sua gestione. Ma sappia una volta per tutte che quello che deciderà, se non sarà la firma notarile con il gruppo Dionisio, non interesserà più a nessuno nella nostra città e comunque la sua esperienza disastrosa con i colori rossoblù, una vera iattura per tutti i tifosi del Potenza, dovrà finire nell’indifferenza generale e totale. Perché riteniamo scontato a questo punto, se malauguratamente lunedì succederà il patatrac, che il sindaco De Luca prenda finalmente la decisione che stiamo invocando da tempo e che ritenevamo non più necessaria per il fatto che il gruppo Dionisio avesse deciso anche di provvedere ad onorare tutte le incombenze economiche contenute nella convenzione per la gestione dello stadio Viviani e che ovviamente Vangone non si è mai sognato di pagare : sospendere la convenzione e  togliere immediatamente la disponibilità dello stadio Viviani. Azione non più rinviabile dopo che l’Amministrazione comunale ha già inviato due diffide formali a Vangone per invitarlo a sanare le pendenze. Ovviamente rimaste senza risposte. Non sappiamo con certezza quello che succederà lunedì prossimo  perché non siamo nella testa di Vangone e non  siamo al corrente se gli sia rimasto un briciolo di logica o di buon senso. Anche il più ottimista  tra tifosi del leone rossoblù ha perso un importante quantitativo di fiducia sulla chiusura positiva della vicenda cessione. Nessuno si sbilancia più nelle previsioni. Basta solo aspettare lunedi per vedere come sarà andata.