Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

Sul chiaro si piange ma sul satellite non si ride. Questa è la morale che emerge dalle ultime programmazioni tivvù quando si parla di motori. Perché nel nostro Paese sta diventando sempre più difficile riconoscere alle Formule il rispetto che meritano.

Settimane fa raccontai per Fuori Traiettoria di come Rai Sport non mandò in onda l’ePrix di Buenos Aires. All’epoca facemmo presente che la TV di Stato aveva pagato fior di quattrini pur di accaparrarsi la diretta della serie elettrica. Senonché la gara elettrica fu bloccata per «far posto, su entrambi i canali RAI, ad atletica leggera e basket».

Il tema ha avuto una certa visibilità. La pagina italiana ufficiale del Campionato protestò ufficialmente per la mancata trasmissione della corsa, in precedenza inserita nelle programmazioni di Viale Mazzini. E quando l’account di Rai Sport F1 osservò che i cambi di programma erano stati notificati anche via social, la risposta piccata fu che gli accordi erano ben diversi. Con tanto di screen allegato del sito mondiale della Formula E.

Tuttavia – evidentemente in uno slancio per la par condicio – anche Sky ha pensato che una categoria che trasmette in esclusiva non meriti la diretta. Stiamo parlando in questo caso della IndyCar, che ha corso il suo primo GP tempo fa a St. Petersburg e che questa settimana si è data appuntamento a Long Beach.

La volta scorsa il GP inaugurale fu dato in differita su Sky Sport Mix HD. La scelta servì ad attrarre qualche critica in più rispetto a quante le reti di Murdoch normalmente ricevono. Trasmettere la Indy su Sky Sport Mix infatti impedì a molti abbonati di poter vedere la gara in diretta e in forma integrale, perché il canale è visibile soltanto a chi ha MySky o un decoder HD. In più, l’ora legale scombinò i piani della tivvù italiana e quindi la corsa fu trasmessa in differita anziché in diretta, come era stato invece previsto. Anche in questo caso i tifosi hanno brontolato.

Tuttavia la programmazione della pay-TV questo weekend ripropone il problema. Anzi lo amplifica. Per una scelta redazionale, Sky ha deciso di mandare in differita la corsa americana a mezzanotte su Sky Sport 3. C’è già chi tuona contro le repliche di Race Anatomy o del baseball, e della bulimia di canali Sport non efficientemente sfruttata dalla televisione a pagamento. La volta scorsa Alessandro Secchi (che scrive per Passione a 300 all’ora) e Guido Meda hanno avuto un battibecco su Twitter, da cui emerse che per «problemi di sponsor e copyright» la formula americana non poteva (più) andare in onda su Sky Sport F1 HD, che pure in passato aveva ospitato una tappa della serie a stelle e strisce.

Anche in questo caso bisogna schierarsi dalla parte di chi spera si possa perfezionare ancor di più il servizio. Soprattutto perché in questo caso è a pagamento. È probabile che Sky farà emergere le sue ragioni un po’ prima rispetto alla Rai, visto che in questo caso il prodotto non è di nicchia come la Formula E. A questo punto potremo tutti vederci un po’ più chiaro e capire se in futuro sarà più o meno semplice assistere alle dirette delle corse yankee.