Che motore avrà il 2017? Una domanda interessante per quello che si preannuncia un anno di svolta nel panorama automobilistico sportivo globale. La Formula Uno andrà incontro all’ennesima rivoluzione regolamentare, lo scacchiere delle formule minori è alla svolta decisiva, gli altri campionati preannunciano affanni e trionfi degni di nota. Facciamo un tuffo nei buoni propositi del carosello di monoposto (e non).
La categoria regina la smette col regolamento «tutto-motore». Da questa stagione le F1 ritorneranno incollate a terra e abbasseranno i tempi sul giro di almeno 2”. C’è addirittura chi crede in un risparmio di ben 4”, ma forse è una previsione eccessiva. In breve, per trasformare le aspirapolveri (così chiamano le monoposto della nuova era turbo) in astronavi la Federazione ha approvato un pacchetto di regole che stravolge la costruzione delle vetture.
Una cosa è sicura: vedremo delle F1 più larghe. 20 centimetri più larghe le vetture, il 25% in più le gomme. Per la gioia dei fan, che già in tutto il mondo sono in visibilio alla vista dei rendering che circolano sul web. Anche gli alettoni saranno più larghi, anche se quello di dietro sarà anche più basso. Particolare importante, perché in questo modo raccoglierà aria più sporca, disturbata dai mulinelli generati dal corpo vettura. Ecco perché inizia a circolare l’ipotesi delle pinne sul cofano motore: un prolungamento del telaio per separare i flussi e impedire ulteriori rimescolamenti d’aria. In questo modo ci sarebbe un minimo di pulizia in più, utile a generare carico (e quindi aderenza).
Anche al di fuori del Circus ci sono partite interessanti da giocare. La Federazione avrebbe dovuto far partire quest’anno la Formula 2. Ma di questa serie se ne sono ormai perse le tracce quando la GP2 ha deciso di far saltare il tavolo delle trattative per l’organizzazione. Soprattutto perché adesso è di nuovo in una congiuntura positiva. Parigi insisterà nel tentativo di fondare la Serie B dei motori?
Destini opposti quelli del WEC (il Campionato mondiale endurance, cioè delle gare di durata) e della Formula E. Il primo ha perso, all’ultimo momento, la protagonista dell’ultimo decennio di 24 ore di Le Mans: l’Audi. Una fuga davvero negativa che toglie tanta pubblicità al secondo campionato automobilistico europeo per prestigio e seguito: la sua categoria regina, la LMP1, si trova con uno schieramento agli sgoccioli. Mentre la Formula E ha annunciato un calendario più lungo del solito e prepara l’ingresso di molti Costruttori in veste ufficiale: sembra davvero il suo momento d’oro, e il 2017 potrebbe essere l’anno della consacrazione definitiva.
Un anno velocissimo, fatto di benzina pronta a prender fuoco. Si preannuncia pieno di sgommate questo 2017, e noi saremo qui con voi a raccontarvelo.
