Per chi non lo sapesse the Lancet ( il bisturi) è la più importante rivista scientifica del Regno Unito e quando affronta un problema fa drizzare le orecchie ai capi di governo per l’acutezza delle analisi e la serietà delle proposte che avanza. In questi giorni la rivista sta sostenendo che si può offrire a tutti ,in tutto il mondo, a prescindere dalle condizioni economiche, un pacchetto di farmaci essenziali che basterebbe a diminuire drasticamente la mortalità per tante malattie. Questi farmaci sono per la precisione 231 e sono proprio quelli da definire salvavita. In venti anni , con una spesa complessiva che va dai 70 ai 152 miliardi di dollari l’anno, si potrebbe trovare la copertura economica mondiale di questo pacchetto, da distribuire a tutti come assicurazione su una vita meno esposta a malattie dall’esito letale. Sarebbe un costo pro-capite che va dai 13 ai 25 dollari procapite. Il problema di un massivo accesso a questi medicinali non è solo dei Paesi poveri; oggi, con i nuovi farmaci, alcuni costosissimi, si rischia di dover dividere il mondo tra chi si può curare e chi non può farlo, anche nei paesi cosidetti avanzati. Il caso dei farmaci anti epatite C , in questo senso, è significativo, giacchè in molti sistemi sanitari, per l’alto costo del medicinale, si deve scegliere a chi darlo con carattere di priorità. E’ necessario quindi che i Governi producano un’azione sinergica per promuovere con tutti i mezzi la politica dei farmaci essenziali accessibili, con l’abbassamento dei prezzi, l’uso oculato degli stessi farmaci,l’abbassamento dei prezzi del farmaco e lo sviluppo di nuove terapie, connesse ad uno sforzo dei Governi nell’incentivazione della ricerca scientifica.
Secondo la Commissione di esperti -promossa da Lancet-l’attuale sistema di ricerca e sviluppo dei farmaci è in crisi, in particolare perché non riesce a offrire dei farmaci necessari che riguardano la salute di milioni di persone nel mondo. I prezzi dei nuovi farmaci essenziali sono a volte talmente elevati da creare problemi anche alle nazioni più ricche. Le aziende del farmaco sono inoltre spesso riluttanti nel fare investimenti in mercati poco proficui.
Con l’attuale sistema di innovazione con copertura brevettuale è dunque a rischio il raggiungimento e il mantenimento di una copertura universale.
I Governi dovrebbero redigere una lista di farmaci essenziali mancanti da fornire secondo gli schemi della copertura universale; Governi, ONG e industrie dovrebbero inoltre rendere disponibili per queste aree scoperte i necessari investimenti per Ricerca e sviluppo. Solo in questo modo, secondo la Commissione, il prezzo dei nuovi farmaci essenziali potrà essere sganciato dai costi di sviluppo e i farmaci resi ampiamente disponibili attraverso accordi di licenza non esclusiva.
