Una “Sabatini”per l’innovazione digitale, con la possibilità di una contribuzione dello Stato del cinquanta per cento sul costo degli investimenti, sia in hardware che in software e in assistenza e formazione. Lo strumento è estremamente interessante per la sua facilità ma ha due ipoteche sulle spalle : la prima è che finiti i soldi, finita la festa, la seconda è che le pratiche avvengono eslcusivamente on line con il sito del Ministero dello Sviluppo. Il bando si è aperto il quindici gennaio e si chiude il 9 febbraio. Da qui l’invito di Confartigianato agli iscritti perchè non perdano la opportunità offerta. Ogni impresa potrà presentare una sola domanda e dovrà indicare il luogo dove verrà implementato il progetto di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico dell’azienda, che comprende l’acquisto di software, hardware e servizi per lo sviluppo tecnologico e la trasformazione digitale dei processi produttivi e degli strumenti dell’azienda.
“Si tratta di un contributo a fondo perduto, erogato sotto forma di voucher alle imprese – spiega Rosa Gentile, dirigente nazionale di Confartigianato Imprese – che viene erogato sulla base d
Secondo uno studio di Confartigianato – prosegue la nota – poco meno della metà (44,9%) delle imprese con almeno 10 addetti ha adottato tecnologie relative alla sicurezza informatica, il 27,9% delle imprese ha investito per gli acquisti in beni e servizi legati a applicazioni web o app, il 18,4% per i social media, il 16,1% per il cloud computing, l’11,4% per le vendite online e il 9,9% nell’area internet delle cose. Più selettivi gli investimenti in tecnologie relative ai big data (4,9%), robotica (3,5%), stampa 3D (2,7%) e realtà aumentata e realtà virtuale (1,3%). Tra i fattori di impulso alla digitalizzazione le imprese pongono al primo posto le agevolazioni, finanziamenti e incentivi fiscali, indicato dal 45,8% degli intervistati.
“A tal proposito si conferma la bontà della politica fiscale centrata su super ed iper ammortamento che – sottolinea Gentile – anche grazie all’azione di Confartigianato ha ricevuto un rifinanziamento nella Legge di Bilancio 2018. Complessivamente nel triennio 2018-2020 per la maggiorazione degli ammortamenti le ultime tre manovre di bilancio hanno stanziato cumulativamente 10.417 milioni di euro, pari a 3.472 milioni di euro all’anno di riduzione della pressione fiscale sulle imprese che investono”.
Il secondo fattore di sviluppo indicato dalle imprese riguarda infrastrutture e le connessioni in banda ultra larga (indicato dal 33,4%). Su questo fronte preoccupa il gap di banda larga ultra veloce, tecnologia che in Italia copre il 15,2% delle imprese, meno della metà del 31,7% delle imprese dell’Unione europea. Tra gli altri fattori seguono la strategia aziendale di digitalizzazione (indicato dal 16,6% delle imprese), l’inserimento o sviluppo di nuove competenze digitali (12,6%), una maggiore capacità della Pubblica Amministrazione di promuovere iniziative digitali (10,6%) e la capacità delle imprese di fare rete (8,4%).
“L’artigianato è il ‘cuore’ della tradizione manifatturiera italiana, ma è anche motore di innovazione tecnologica. La produzione manifatturiera artigiana – conclude Gentile – interpreta in modo originale l’abbinamento di materiali e tecnologie, con lavorazioni a regola d’arte che garantiscono un prodotto ben fatto e di elevata qualità, grazie al talento delle risorse umane presenti nelle imprese artigiane, alla trasmissione delle conoscenze resa possibile da processi formativi on the job e dal passaggio generazionale nelle imprese familiari; tali caratteri sono associati ad un crescente utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.