Ad oggi il nostro sistema di incentivazione alle imprese, in particolar modo nelle regioni del Mezzogiorno, è uno dei più potenti d’Europa. Soprattutto dopo aver introdotto con la Legge di Bilancio 2016 la cumulabilità del credito d’imposta con altri aiuti di stato e con gli aiuti de minimis. Mai prima d’ora un Governo nazionale aveva assunto in modo così evidente e forte il Mezzogiorno come elemento determinante nella strategia di crescita e sviluppo”. “‘Resto al Sud’, Zes, Banca delle terre incolte, Fondo Pmi per la crescita dimensionale delle imprese nel Mezzogiorno e riserva del 34% degli investimenti pubblici complessivi, diffusione della logistica digitale, decontribuzione totale per le assunzioni di persone disoccupate, programmi per la riqualificazione e la ricollocazione di lavoratori coinvolti in situazioni di crisi: non mi pare di ricordare, negli anni scorsi, una tastiera così ampia a sostegno dei territori meridionali, tastiera che naturalmente si somma agli interventi di carattere generale”, “E non mi pare di ricordare un investimento così imponente come quello avviato in questi anni dal Governo sul tema delle infrastrutture di mobilità nel Mezzogiorno”. La sottosegretaria Teresa Bellanova, rivendica l’azione di governo per il Sud e ribadisce che In tema di mobilità, vi è un investimento in corso per le infrastrutture nell’ordine di oltre 40 miliardi di euro. Metropolitane, ferrovie, alta velocità che scende a Mezzogiorno, completamento della rete viaria, autostrade in Sicilia, corridoi ferroviarie europei nei porti del Sud, collegamenti ferroviari degli aeroporti. Un’opportunità per il Mezzogiorno enorme, costruita in questi anni. Oltre quaranta miliardi di euro in 10 anni sono un investimento pubblico immane sul Mezzogiorno, che in termini di occupazione collegata alla realizzazione delle opere vale circa 50.000 posti di lavoro l’anno”.”Non so dove abbia vissuto in questi anni chi chiede più attenzione verso il Mezzogiorno e più centralità del Mezzogiorno nelle politiche nazionali. Probabilmente non in questo Paese. Il problema è di non interrompere questo trend e proseguire nella necessità di allocare risorse pubbliche in misura prevalente per il Sud come avviene con i Contratti di sviluppo, rafforzando con misure specifiche l’impatto degli strumenti di politica industriale nazionale, e sostenendo dovunque legalità e trasparenza”
IL 4 MARZO IL SUD GIOCA LA PARTITA DELLA VITA
