È Le Mans che sceglie il vincitore. Questo sostiene Alexander Wurz, uno che a Le Mans ci ha corso parecchio. E quest’anno il circuito della Sarthe deve essersi divertito molto, perché ha trasformato l’ultima edizione della 24 ore in un vero e proprio tiro al piccione.
La Porsche #2, pilotata da Timo Bernhard, Brendon Hartley ed Earl Bamber, ha vinto un’edizione mozzafiato della corsa più prestigiosa d’Europa. Infatti nel corso della notte hanno dato forfait tutte le sue concorrenti: le tre Toyota sono andate a farsi benedire (la #7, di Kobayashi, Conway e Sarrazin, addirittura quando era in testa) e perfino la Porsche #1 ha dovuto cedere mentre era in testa alla corsa. Tanto che in mattinata ha rischiato di vincere una LMP2!
La 24 ore di Le Mans è una corsa di resistenza che si disputa ormai da decenni. Negli ultimi anni sono ammesse a partecipare quattro categorie di vetture, che concorrono sia nella classifica generale che nelle rispettive classifiche separate. Le auto più veloci sono anche quelle più tecnologiche: le costosissime LMP1 (“P” sta per Prototipo), appannaggio di pochi costruttori (quest’anno solo due: Porsche e Toyota). Seguono le sorelle minori LMP2, e le vetture GT, divise in GTE Pro e GTE Am.
La corsa era cominciata con un primo duello tra Toyota e Porsche, finito con due vetture giapponesi davanti a tutti. Dopo appena tre ore e mezza di gara, proprio la Porsche #2 (futura vincitrice) è relegata ai box da un problema ai freni. I cronisti la danno subito per dispersa, ma dopotutto nessuno si immaginava cosa sarebbe accaduto di lì a qualche ora.
A un quarto di gara la classifica conferma la Toyota #7 di Sarrazin, Kobayashi e Conway davanti a tutti e seguita dalla Porsche #1 di Lotterer, Jani e Tandy. Ha accorciato le distanze la terza classificata, la Toyota #8 con al volante Nakajima. La Porsche #2 ha accumulato 18 giri di ritardo.
L’ecatombe però si verifica durante la notte. Le Toyota si sono impossessate della testa della corsa, ma prima delle 23 la numero #8 è richiamata ai box. Sale in seconda piazza la Porsche #1, mentre rimane leader la Toyota #7. La gemella #9 eredita i galloni di seconda vettura ma rimane attardata rispetto al duo di testa.
Ma a meno di quattro ore dalla fine, dopo aver dominato quel che restava della notte ed essere apparsa leader indisturbata e indiscussa della corsa, la Porsche #1 con alla guida André Lotterer subisce un problema alla pressione dell’olio ed è costretta ad abbandonare.
Eredita la testa della corsa una LMP2, una squadra di Serie B: è l’Oreca #28 di Jackie Chan, nelle mani di Laurent. La squadra prova a mantenere il comando della corsa a lungo, ma da dietro la Porsche #2 è allertata e chiamata a una furiosa rimonta. A poco più di un’ora dalla fine, Timo Bernhard si impossessa della leadership della gara e non la lascia più. È l’alba di una vittoria grandiosa, che nessuno si sarebbe mai potuto aspettare.
Nota di colore, la Rebellion Vaillante #13 di Piquet jr-Beche-Hansson, terza assoluta (e quindi sul podio) e seconda in categoria LMP2. Il team aveva schierato anche una seconda vettura (la #31, di Senna-Prost-Canal) che però ha chiuso in 17^ posizione.
Ancora una volta la gara più lunga e bella d’Europa ci regala grosse soddisfazioni e si rivela ricca di colpi di scena! E detto questo, auguriamoci che l’anno prossimo sia ancora così bella e sappia emozionare come ha appassionato questo weekend.
