“Via dal fossile per un’Italia a efficienza energetica e fonti rinnovabili”. Il progetto che i cinquestrelle hanno messo nel programma elettorale è chiarissimo e non si presta a strumentalizzazioni di sorta. Un modello esattamente opposto a quello portato avanti da Renzi e che ha avuto non poco impatto sul risultato che lo stesso pd ha ottenuto dal punto di vista dei consensi. Solo qualche fa sul blog pentastellato si leggevano frasi di questi tipo “Renzi ed il Pd hanno preso in giro i cittadini annunciando un “green act” che ancora attendiamo di conoscere. Con Renzi l’Italia ha rallentato il cammino nel settore dell’efficienza energetica e delle rinnovabili. Nel 2016 in Italia sono stati installati in Italia solo 360 MW di nuovo fotovoltaico ed appena 290 MW di eolico, con un calo annuale del 19% relativo alle installazioni di solare, eolico ed idroelettrico. Non solo, la produzione elettrica da fonti rinnovabili in Italia è in calo da tre anni!” Cosa che il ministro per lo sviluppo Di Maio ha ripreso in questo intervento portato al Convegno dell’Anev sulla energia del futuro.  Ora , dice la Colella in un suo post, ci sono diciannove richieste di estrazione petrolifera che riguardano la Basilicata e che toccano punti sensibili dal punto di vista ambientale, a cominciare dai santuari dell’Acqua. Che facciamo?, si chiede la prof.che tanto ha pagato le sue battaglie ambientaliste in regione.  E’ evidente, aggiungiamo, che quando si parla di riduzione dei fossili dobbiamo parlare in concreto della regione che questi fossili produce già in quantità esorbitante e che non può diventare la caldaia dell’italia. Siamo alla vigilia della campagna elettorale regionale e queste cose non possono essere né ignorate, né sottaciute ,né affrontate in chiave generica ma con un o un no sulle nuove autorizzazioni. E’ in grado il Ministero dello sviluppo di fronteggiare l’alleato che guarda al Sud come il tradizionale serbatoio di energie chimiche, fisiche ed umane e di proporsi con una linea di ferma coerenza rispetto alle cose dette? O non dobbiamo interpretare questo zittire di voci che più degli altri hanno gridato contro la sudditanza del potere politico regionale alla grande industria di Stato, come un voler prendere atto che la campagna elettorale è finita e che governare non è semplice come si credeva ? La base pentastellata si aspetta coerenza;, gli altri, tutti gli altri aspettano di capire se tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, anch’esso purtroppo alle prese con le trivelle . Rocco Rosa