La D.ssa Giovanna Esposito, Presidente della federazione medici d’urgenza

per il 2025 è calcolato che potrebbero mancare all’appello 55.169 medici specialisti, una carenza pari al 40% dell’intera categoria oggi a lavoro

 Campana, dirigente medico di medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza presso il PO “Umberto” della ASL/Salerno, Giovanna Esposito è  la battagliera presidente della Fimeuc, la federazione che riunisce i medici d’urgenza. La decisione del Governo di procedere subito all’assunzione di tremila medici e 4000 infermieri  l’ha piacevolmente sorpresa, soprattutto perchè esse vanno ad aggiungersi alle stabilizzazioni già previste per rispettare la normativa sull’orario di lavoro. E’ l’inizio di un percorso che è ancora lungo, ammonisce, perché la carenza di personale sanitario è tale da dover richiedere ben altre assunzioni. Infatti –dice- servono a)  6000 medici per sostituire i cessati del 2012-2014 (dati dell’Intersindacale) b) ci sono ancora  7000 medici precari a TD da stabilizzare e 6000 con contratti atipici  c )per il 2025 è calcolato che potrebbero mancare all’appello 55.169 medici specialisti, una carenza pari al 40% dell’intera categoria oggi a lavoro (dati del Sumai-Assoprof) e)per il 2015 andranno contemporaneamente in pensione circa il 60% dei 65.000 medici di medicina generale (dati del Sumai-Assoprof)
f) nel 2017-2020 ci saranno circa 20.000 medici in meno, circa 7000 pensionamenti/anno, (dati dell’Intersindacale)
 
La Fimeuc,  alla luce di questi dati,   chiede  uno sforzo che vada oltre gli interventi estemporanei necessari ed indispensabili per tamponare le falle, che tenga conto del fatto che:
1) servono in media 5- 6 anni di corso laurea + 4-5 anni di un corso di specializzazione per formare uno specialista,
2) servono in media  5-6 anni di corso laurea + 3 anni di un corso di formazione regionale  per formare un medico di medicina generale,
3) che dal 1992  è in vigore il numero chiuso per l’accesso alle specialità mediche  e dal 1999 il numero chiuso per l’accesso alla facoltà di Medicina,
4)  che  dal 2013 il numero di posti per l’accesso alla facoltà di medicina è in diminuzione e  sempre inferiore a quello richiesto dalle regioni e non supera i 9000 posti/anno
5) che forse solo dal prossimo anno  le borse di studio per le specialità saranno 6000, alle quali  in genere si aggiungono 500 ulteriori borse regionali,
6) che in media ogni anno  la scuola di formazione in medicina generale licenzia meno di 1000 medici
 
Alla luce di questi numeri, pur apprezzando l’intera manovra, è chiaro che i 3000 medici  saranno solo una goccia nell’oceano e che un vero reclutamento quindi non può che passare attraverso un aumento dei posti per l’accesso alla facoltà di medicina e alle specialità tale da fare fronte ad un avvicendamento continuo, prevedendo anche nei tempi di riforme e cambiamento.