Le sorprese di questa conferenza stampa del neo Governatore Bardi sono due: il cambio all’ultima ora delle deleghe ,per non mettere un imprenditore edile alla guida delle infrastrutture, cosa quanto meno inopportuna, e l’ingresso di un sottosegretario alla Presidenza della Giunta, con una delega specifica in una materia per evitare che di fatto vada ad insidiare e a far ombra alle funzioni di vicepresidente che toccano al più votato della Lega, e cioè Francesco Fanelli. Per ammissione dello stesso Bardi , quest’aggiunta ha anche il compito di equilibrare le forze  e dare a Cesare quel che è di cesare, facendo entrare nell’esecutivo anche il rappresentante di Idea che una mano l’ha data alla maggioranza ,portandosi anche un consigliere regionale.  La mossa dettata dalla necessità di partire col massimo del consenso, aprirebbe però un precedente pericoloso perchè di questo passo  la compagine di governo rischia di allargarsi a fisarmonica, mettendoci dentro tutte le necessità post elettorali.Ho usato intenzionalmente il condizionale perchè è notorio che l’istituzione di una figura non prevista nello Statuto comporterà preliminarmente una modifica dello stesso. Cosa non proprio facile e che richiederà non meno di sei mesi. Che sia consapevole di questo doveroso iter, il presidente Bardi lo ha posto in premessa ” presenteremo già alla prima seduta dopo le dichiarazioni programamtiche un riforma delle governace regionale col ridisegno della macchina amministrativa, valorizzando e migliorando le esperienze in campo”. Quanto alle maggiori spese ,è’ vero che il presidente ha detto che il tutto avverrà ad invarianza zero, ma se l’incarico non è gratis occorrerà ritoccare il capitolo degli oneri per gli Organi politici, il che non è proprio un argomento di poco conto. Comunque, per l’opinione pubblica,  la Basilicata non è la Lombardia e di sottosegretari non se ne vedeva proprio la necessità. E’ ovvio che dal punto di vista politico è una mossa che assicura stabilità all’esecutivo sia perchè parte col massimo del consenso, sia perchè , per i giochi ad incastro che si vanno facendo tra chi entra in giunta ed esce dal Consiglio e chi vi subentra per sostituzione, rendono estremamente improbabile una crisi di governo regionale. Da questo punto di vista , il Generale ha dimostrato di saper essere uno stratega di pace, più che un amante della guerra. Ha portato la discussione sull’esecutivo a Roma, ottenendo l’adesione dei vertici dei partiti interessati, ha messo due assessori forzisti in giunta ,portando un bottino pieno a Berlusconi, e ha tolto in extremis motivi  di polemica politica, quale poteva essere un possibile conflitto di interessi di un imprenditore cui davano la vigilanza della torta delle opere pubbliche.Ma sui veri termini di possibili conflitti avremo modo di soffermaci più in là.  va detto, per la cronaca, che qualce cambiamento nelle deleghe c’è ed è anche rilevante, come la formazione e lo sport passati alle attività produttive, l’energia passata all’ambiente , cosa opportuna. Insomma una onferenza stampa senza scosse, nella quale è passato inosservato lo strappo alla regola di un presidente del Consiglio che essendo, lui si, presidente di tutta l’assemblea non doveva essere presente alla cerimonia di investitura di responsabilità nell’esecutivo.  Rocco Rosa ( collaborazione di Giovanni Benedetto)

le deleghe

Fanelli, vicepresidente e assessore alle politiche agricole e forestali

Leone, assessore alla salute e politiche sociali

Rosa, assessore all’ambiente ed alle energie

Merra, assessore ai trasporti ed alle infrastrutture

Cupparo, assessore alle attività produttive, al lavoro, formazione e sport.

Buon lavoro a tutti