di Leonardo Pisani
Io ricordo un suono tremendo, come un enorme fiume in piena, poi tutto tremò. Sentii dire: “È scoppiata una caldaia”. No…non era una caldaia era un terremoto, Anzi il terremoto per eccellenza, che ha cambiato il volto non solo dell’Irpinia e della Basilicata, ma dell’Italia intera.
On Viti quale fu il ruolo della giunta regionale all’indomani del sisma?
«Un ruolo energico e deciso in una situazione tragicamente inedita, Si attivò per tutte quelle azioni straordinarie viste la proporzioni devastanti dell’evento. Il Presidente Verrastro riunì la giunta nella stessa nottata del sisma, per attivare tutte quelle azioni straordinarie ispirate nella logica dell’emergenza, ricordo l’impegno di tutti noi componenti, ognuno per il suo ambito, la dedizione nell’impegno: Carmelo Azzarà,Romualdo Coviello, Covelli, Savino, Schettini, per citarne qualcuno. Il sen. Colombo, che era ministro degli esteri, si precipitò subito a Potenza per i sopraluoghi, per far sentire vicino la presenza del Governo Nazionale. Vincenzo Verrastro fu un eccezionale commissario dell’emergenza»
La collaborazione tra la giunta regionale e le altre istituzioni, i rapporti con le forze politiche e sindacali furono unitarie?
«Le Istituzioni ebbero una straordinaria unità: le due Regioni Basilicata e Campania operarono all’unisono, l’impegno del governo nazionale con l’attività del Ministro Scotti nel settore delle infrastrutture industriali e rilancio delle attività economiche».
Ci fu un grande sforzo?
«Uno sforzo straordinario della protezione civile che era agli inizi, degli enti locali,le associazioni di volontariato, i sindacati. Il senso istituzionale del Consiglio regionale, che fu unito e lavorò compatto, maggioranza ed opposizioni, che aveva nei banchi Nino Calice e Giacomo Schettini. Un ricordo merita la straordinaria figura,che definisco mitologica, di Vincenzo Zamberletti ,l’antesignano di un modello perfetto del gestore delle emergenze. Devoto nel suo ruolo istituzionale, grande passione e immensa competenza.
Decenni dopo sono un testimone delle responsabilità regionali di quel periodo. I comuni lucani lavorarono benissimo, con grande senso di responsabilità ed enormi sacrifici. Se qualcosa mancò, però, fu il rapporto con le imprese e gli investimenti, si poteva fare di più; anche sullo stesso controllo di quello che si realizzò, anche per una semplice questione di mancanza di tempo in una tragedia nazionale».
Di Zamberletti e di comunicazione di crisi nei terremoti ne parla la giornalista e scrittrice Sonia Topazio nel “I Signori dei Terremoti” un libro sulla comunicazione dei terremoti, pre e post sisma.
Un racconto di genere Narrativa-NoFiction. L’orientamento è narrativo con impronta decisamente giornalistica, capitoli che assomigliano a dispacci, racconti brevi, ma incisivi. Edito dalla casa editrice Doppia Voce e con la prefazione dello scienziato Edoardo Boncinelli.
Sonia Topazio ha raccontato la rivoluzione avvenuta dopo il 23 novembre 1980: «Quattro anni dopo il terremoto della Campania e della Basilicata del 23 novembre del 1980 tutto il territorio nazionale è stato riclassificato. Nel 1998 uno studio svolto per conto del Dipartimento della Protezione Civile e passato alla storia come Rapporto Barberi propose una nuova classificazione dei Comuni italiani, che tuttavia non venne adottata dalle autorità competenti. In seguito al decreto legislativo 112/1998, la competenza in materia di aggiornamento dell’assegnazione dei Comuni alle zone sismiche passò a Regioni e Province autonome . Allo Stato rimase la competenza di definire i criteri generali per tale aggiornamento e la competenza in materia di norme tecniche”.
“I Signori dei Terremoti” è un importante lavoro di ricerca in ambito di documentazione sui fenomeni che legano la politica alla storia delle norme sulla sismologia.
“Le colpe affondano in decenni di disattenzione verso la gestione della cosa pubblica, e in certi casi nel vero e proprio malgoverno. In alcuni casi le tragedie da terremoto sono diventate addirittura un tema di polemica politica strumentale tra maggioranza e opposizione”, racconta Sonia Topazio.
La comunicazione in emergenza costituisce un serio problema in questo Paese, affetta com’è da superficialità e sensazionalismo di parte. Queste caratteristiche si esaltano se si tratta di argomenti scientifici e del rapporto fra i fenomeni naturali e la loro percezione collettiva. Ma cos’è non domabile? Un terremoto o il sistema dell’informazione, che spesso sfocia anch’esso in catastrofi? Sono riflessioni ancora aperte.
