pietro simonetti

Esiste un modo concreto  per tutelare i diritti umani , dopo l’inchiesta giudiziaria dei mesi scorsi e le documentate informazioni di TV e giornali sulla pessima gestione del CPR di Palazzo,ed è la chiusura urgente della Struttura. La visita ispettiva di ieri organizzata dai  Tavolo Nazionale Asilo e coordinata dall’Arci, nel Cpr di Palazzo ,ed in contemporanea in altri sette Centri in Italia,ha confermato le pessime condizioni di vita  delle persone detenute per una gestione privata costosa,con molte criticità,e inefficace rispetto al numero delle persone che vengono effettivamente rimpatriate. Le diverse iniziative degli ultimi anni,dal no della Regione al si del Comune alla costruzione del Centro,costato oltre 12 milioni,progettato male e gestito peggio,hanno messo in evidenza la grave condizione dei citatdini ristretti  Anche le iniziative delle parti sociali e di singoli attivisti ,come qualla di Maurizio Tritto,sono state  sottovalutare dai Governi mentre la Giunta Regionale ha osservato ed osserva un totale silenzio su quanto accaduto dietro  le grate del sistema carcerario in atto. Anche il  cambio di gestione ha mantenuto una situazione molto critica. Sarebbe ora che  quanti negli ultimi anni hanno affrontato la questione si facciano carico  di attuare iniziative concrete per la chiusura della struttura e una  sua diversa utilizzazione. Esistono delle norme,dei canoni,per la tutela delle persone del tutto incompatibili con il sistema carcerario pesante che ha nutrito la mente dei progettisti del centro e dei gestori anche per le  modalita’ di gestione, a partire dalla fornitura di cibo precotto proveniente da fuori regione e dalla carenza di organico. Situazioni che  saranno indicate nella conferenza stampa nazionale sulle verifiche effettuate oggi nei Centri in programmata  per i prossimi giorni a Roma. La violazione dei diritti umani deve cessare,l’uso carcerario del sito dovrebbe essere fermato. Nel contempo occorre che la Regione,con i Comuni  e le Prefetture interessate,proceda alla realizzazione dei Centri di accoglienza dei lavoratori stagionali ,450 posti finanziati da oltre tre anni,di Boreano/Venosa,Gaudiano/Lavello e Scanzano. Lo stesso vale per il Centro di Palazzo con la completa ristrutturazione del sito ed i suo 350 posti e servizi. Inoltre resta ancora inutilizzato il Centro antiviolenza e tratta di Palazzo ultimato da tempo e finanziato con il PON Legalità.