La Rai dal 28 agosto incomincia a irradiare ( Rai1,Rai2 e Rai 3) HD  in DVB-T2

Giovanni Benedetto

Dal 28 Agosto prossimo la Rai trasmetterà il mux B del digitale terrestre in Dvb-t2, la piattaforma trasmissiva di seconda generazione.
Possiamo dire che si tratta di una prova generale, in previsione di abbandonare definitivamente la modalità Dvb-t1 e trasmettere tutti i segnali del digitale terrestre col nuovo standard.
Gli utenti, nel frattempo, continueranno a ricevere tutte le altre reti, private comprese, sempre in Dvbt-1, oltre i mux della Rai, e i programmi di: Rai1, Rai2 e Rai3 in modalita’ SD.
Il solo mux B della Rai che trasmetterà, in simulcast con i numeri di telecomando: 501, 502 e 503, rispettivamente RaiHD, Rai2 HD e Rai3 HD, oltre a Rai Storia HD, Rai News 24 HD, potrà essere ricevuto dai nuovi televisori acquistati dal 2018 in poi.
Per fare una verifica basta digitare il numero 558 e provare se sul televisore si vede Rai sport HD.
Se viceversa non si vede, vuol dire che il televisore non è adatto al nuovo standard e bisognerebbe o sostituirlo con uno più recente o aggiungere un decoder esterno adatto a ricevere in Dvb-t2.
Ma perché si rende necessario passare al DVB-T2  e quali vantaggi porta agli utenti?.
Innanzitutto è l’Europa che spinge perché tutte le nazioni adottino il nuovo standard per fare in modo di liberare la banda delle frequenze a 700 mhz, quella destinata alla telefonia mobile per lanciare il 5G.
Una tecnologia che svilupperà molte applicazioni utili in molti campi: dai settori produttivi, alla sanità, ai servizi domestici e di cui l’utente avrà dei benefici diretti.
Il nuovo standard  televisivo consentirà anche una migliore ricezione soprattutto d’estate in quelle zone in cui il segnale arriva intermittente a causa di interferenze isocanale.
Un altro vantaggio consisterà nell’introduzione del nuovo codec video l’ H265 che permetterà una migliore qualità video, una maggiore profondità di colori e una più ridotta banda utilizzata.
L’utilizzo dello standard Dvb-t2 infine permette di trasmettere a parità di banda utilizzata, rispetto allo standard precedente, quasi il doppio dei canali di pari qualità.