ROCCO SABATELLA

Per commentare la pesante sconfitta del Potenza maturata dopo un primo tempo, a dir poco osceno, dobbiamo partire dalle scelte di formazione che De Giorgio ha fatto e che aveva già annunciato nel corso della conferenza prima della partita quando aveva parlato di alcuni dubbi che doveva risolvere prima di scendere in campo. Anche in previsione, parole di De Giorgio, del vicino primo turno infrasettimanale. Tre sono stati i cambi rispetto alla formazione di domenica scorsa e a quella di Messina. Ghisolfi per Castorani, Riggio per Verrengia, Rossetti prima punta per Caturano e Schimmenti esterno a destra. Passi per il capitano alle prese con qualche problema fisico improvviso visto che lo stesso De Giorgio ci aveva detto che Caturano da mercoledi scorso si era allenato senza nessun problema. Ma che bisogno c’era di fare il turn over dopo sole tre giornate di campionato e anche considerando che il turno infrasettimanale è in programma per il 25 settembre, data alquanto lontana dalla gara di Benevento? Dopo solo tre turni di torneo, nessun giocatore può accusare stanchezza o stress atletico. Sta di fatto che Castorani, Verrengia, Caturano sono molto dentro ai meccanismi di gioco rispetto a chi li ha sostituiti a Benevento e la differenza si è vista subito perché i sanniti hanno fatto quello che hanno voluto e non hanno avuto nella zona nevralgica del campo la minima resistenza da parte del Potenza. Poi aggiungiamo un’altra considerazione. Nel Potenza c’è un problema Novella. Dopo l’erroraccio a Messina che ha propiziato il pareggio dei siciliani, ieri di nuovo una grave incertezza dell’ex Picerno che nel vano tentativo di controllare il pallone al limite della sua area, se l’è fatto soffiare da Acampora andato subito al tiro e trovando la deviazione decisiva di Riggio che ha ingannato Cucchietti. Un regalo in piena regola che ha messo in discesa la partita per il Benevento. Anche nella scorsa stagione con il Picerno Novella è incappato in gravi amnesie difensive. Il che ci fa pensare che marcare gli avversari non sia proprio il suo forte. E adesso De Giorgio deve risolvere questo problema perché il Potenza non può regalare un gol ad ogni giornata. Il vantaggio ha indubbiamente indirizzato la partita con il Benevento letteralmente padrone del campo e Acampora scatenato. Dopo un tiro in diagonale fuori dello stesso giocatore e una occasione per Lamesta fermato da Cucchietti in uscita bassa, Acampora ha raddoppiato con un rasoterra chirurgico alla sinistra di Cucchietti dal limite senza che qualcuno dei rossoblù andasse a contrastargli la giocata. Potenza non pervenuto e Benevento che produce gioco a piacimento fino ad arrivare al tris con l’ex Talia assistito da Lamesta. In una delle rare proiezioni offensive D’ Auria serve in area Schimmenti abbattuto in area da un difensore campano e il direttore di gara Mbei assegna il sacrosanto rigore che D’Auria trasforma spiazzando il giovane portiere Nunziante. La speranza è che il gol possa essere la scossa per cercare nella ripresa di esprimersi ad un livello superiore. De Giorgio mette dentro Rillo per un evanescente Burgio e Castorani per Ghisolfi. Una certa reazione da parte del Potenza c’è ma è poca cosa per riaprire la partita. Il Benevento controlla la situazione senza dannarsi l’anima e opera con contropiedi micidiali che mettono Lamesta solo davanti a Cucchietti salvato dall’imprecisione del tiro e poi lo stesso portiere che mette una pezza sul tiro di Manconi. Solo una fiammata dei rossoblù che in tre minuti sfiorano il gol con un gran tiro di Castorani fuori di poco e poi con una punizione di D’ Auria che Il portiere di casa mette provvidenzialmente in angolo. Problematico per non dire impossibile rimediare agli errori dell’allenatore e della squadra visto che i danni irreparabili erano stati fatti nel corso del primo tempo. Nel finale di gara arriva anche la gioia personale di Manconi che batte per la quarta volta Cucchietti. Una sconfitta pesante che deve far riflettere De Giorgio, rimasto deluso dall’atteggiamento dei suoi ragazzi e chiamato a trovare i giusti rimedi per un maggiore equilibrio in campo e una migliore protezione del pacchetto arretrato che prende anche in questa stagione troppi gol. Potrebbe essere una soluzione passare al 3/5/2? Che significherebbe non una sconfessione della nuova idea del modo di giocare professata da De Giorgio o del lavoro di De Vito nel costruire l’organico, quanto piuttosto di dare qualche certezza in più alla squadra.