Segnali di cambiamento del quadro politico arrivano sia dal versante nazionale che da quello regionale. I congressi di Cinquestelle e Europa Verde hanno indicato che una alternativa alla destra può essere costruita se le differenze vanno nella direzione di arricchire la proposta politica e non di alimentare diffidenze e veti reciproci. Sempre a livello nazionale la Schlein gode di un consenso che giorno dopo giorno si arricchisce di qualche decimale di punto nella considerazione generale che comunque le velleità di Conte di contenderle il primato si sono spente definitivamente e che il Pd è il partito legittimato a guidare la scalata per espugnare il fortino Meloniano. Di nuovo c’è che nel congresso di Europa Verde, c’è stato il riconoscimento del ruolo che una forza tranquilla di sinistra e ambientalista si muove sui binari della correttezza e della collaborazione prendendo di mira gli avversari e non competendo sterilmente nella minoranza. Cosa che ha potenziato notevolmente l’appeal di questo partito dalla schlein persino considerato sottostimato e in grado di crescere notevolmente. Non sappiamo se sia stato un apprezzamento sincero o un messaggio ai grillini della fronda a Conte. Il prossimo appuntamento congressuale del Pd dovrà tracciare una proposta di quadro politico tenendo conto di questi importanti segnali avuti alla sua sinistra.
A livello regionale c’è da segnalare il ritorno alle origini del Movimento civico Basilicata Casa Comune, ritorno di una forza civica che, per una serie di motivi, ha dato la sensazione di essere arrivata al Consiglio regionale e di essersi lì imbracata nelle dinamiche partitiche, perdendo tutta la vis che l’aveva sostenuta come strumento e bandiera di rinnovamento dal basso. C’è voluta la dimissione di Fausto Santangelo per costringere Chiorazzo a riprendere il cammino iniziato lungo la rotta di un movimento di cattolici, impegnato nella moralizzazione della vita pubblica e nella solidarietà sociale, tanto necessaria in una regione che sta scendendo velocemente verso la povertà. Bisogna dare atto che Angelo Chiorazzo ha reagito nella direzione giusta, tornando agli scopi iniziali del movimento e stabilendo una piattaforma programmatica che è solida e credibile e che può sostenere agevolmente il lavoro dei due consiglieri regionali eletti.
Dal lato della destra c’è in atto , secondo fonti autorevoli, un gioco di potere che sta mandando in secondo piano perfino le emergenze di questa regione, a cominciare dalla Stellantis per finire alla crisi idrica. Non è un mistero che Forza Italia sta spingendo sull’acceleratore per arrivare a cambiamenti sostanziali dell’assetto di guida. Si parla della Casellati che, approdando alla Corte Costituzionale, lascerebbe libero il collegio senatoriale lucano e che intorno a questa ipotesi c’è un braccio di ferro silenzioso ma furibondo su chi dovrebbe sostituirla nella candidatura all’uninominale. Da un lato c’è un Cupparo che ha stretto una alleanza di ferro con Pittella e vorrebbe portare quest’ultimo al suo tanto agognato seggio parlamentare. Ovviamente non è un modo per sistemare il quadro regionale ma per portare definitivamente Pittella in Forza Italia, ciò che assicurerebbe a Cupparo di tenere ad un tempo in mano il partito e la Regione e a Taddei di guidare un assessorato regionale. Non è un mistero che Bardi aspira anch’egli ad andare in parlamento, ma dai vertici l’indicazione a continuare a pedalare la bicicletta che ha voluto. Se la proposta Cupparo riesce ad arrivare in porto, Azione, che , a livello nazionale è orientata a fare l’alternativa alla destra, tornerebbe, qui in regione, allo 0 virgola, con una vittima sacrificale nella persona di Pessolano che si è speso tanto senza ottenere nulla. A meno che non passi anche lui a Forza Italia e che Pittella riesca a spuntare un assessorato. Ma è evidente che non si può vincere da tutti i lati. Più probabile una soluzione diversa che comprenda il sottogoverno. Rocco Rosa
