Ieri la riunione convocata dalla direzione aziendale Stellantis Melfi con le Organizzazioni sindacali e la RSA di stabilimento. Nell’incontro sono stati
Nel contempo, per far fronte alle salite produttive e all’addestramento/formazione dei lavoratori, in modo temporaneo, per il 2025, l’azienda ha comunicato che lo stabilimento cambierà organizzazione del lavoro e orari, passando dagli attuali 15 turni a 10 turni, con una riduzione giornaliera dei volumi per far sì che lo stabilimento abbia una continuità produttiva giornaliera su un turno alternato 1°/2° turno.
Come organizzazioni sindacali- dicono Fim Fiom Uilm Fismic Uglm Aqcfr riteniamo che con l’annuncio ed il relativo cronoprogramma dei modelli da produrre a Melfi, si debba passare dalle parole ai fatti per la tenuta dell’area industriale di Melfi, poiché visti i tempi di attuazione del programma produttivo saranno richiesti ancora sacrifici ai lavoratori. Il sindacato ha richiesto di intensificare il piano di formazione e addestramento e di migliorare i cicli produttivi ed i tempi di lavoro, attuando un frequente confronto con i delegati di fabbrica, così da creare una condizione di equità della rotazione del CDS.
In tal senso, la riciesta di trovare strumenti che aiutino il reddito dei lavoratori è rivolta a tutte le parti, imprenditoriali e politiche.
Nel frattempo i Sindacati hanno richiesto incontri periodici che analizzino in modo puntuale la rotazione dei lavoratori ma soprattutto lo stato di avanzamento della messa in produzione dei nuovi modelli, dichiarando altresì di fare ogni sforzo possibile per anticipare i tempi dei lanci produttivi.
Per quanto concerne l’indotto e la logistica, anche qui al netto delle dichiarazioni, le OO:SS ritengono che nel cambio di approccio di queste ore si tenga conto, in modo concreto, di questi lavoratori, perché, come più volte dichiarato da noi, in questa sfida epocale tutti devono poter concorrere e nessuno deve rimanere indietro.
L’avvertenza è che il Governo nazionale, ad oggi, non può rimanere spettatore; bisogna che si facciano atti concreti come il ripristino del fondo automotive, l’azzeramento del contributo addizionale a carico dell’azienda ed allo stesso tempo il Governo europeo deve, in tempi celeri, rivedere la norma del CO2 del 1° gennaio 2025, ma soprattutto avviareuna azione chiara e concreta per affrontare la transizione che tenga conto del lavoro e dei lavoratori.
