PIETRO SIMONETTI

Non sappiamo se lunedì a Milano alla Bit ci sarà uno sportello della Città di Potenza, un video, una presenza qualsiasi. Se c’e’conta poco nel mercato turistico nazionale e internazionale  perchè mentre  in Italia nel 2024 aumentano  le presenze , in  Basilicata le cose vanno diversamente e rovinosamente fino a toccare numeri che erano prima del 2019. Un “indietro tutta ” specialmente in alcune zone come il Pollino, nel Vulture Melfese e persino in alcuni Comuni come Castelmezzano destinatario di importanti finanziamenti e oggetto di copertura pubblicitaria notevole.  E giunto il momento, forse non lo sanno quelli della rete dell”Apt, dei Gal, delle Proloco e degli uffici regionali, insieme a tutto l’apparato di creativi che non creano niente, di mettere le carte in tavola e di domandarsi seriamente il perchè di questo arretramento al cospetto di altre regioni meridionali, dalla Puglia alla Campania , alla Calabria, che ottengono risultati positivi.  Finiamola di metterci addosso i pannicelli caldi di false vittorie, come quella secondo cui il sistema dei social ci fa destinatari di attenzione internazionale e ci indica come destinazione preferita. I dati, nudi e crudi, ci dicono che in questi sei anni abbiamo sbagliato tutto , vanificando gli sforzi che prima erano stati fatti per rilanciare il settore. Occorre  partire con un bagno di verità, discutendo seriamente sulle cose che non vanno, non solo in termini di promozione turistica ma sopratutto in termini di gestione di una politica di settore che non sta dando risultati, portando avanti una spesa improduttiva e che sembra alimentare solo circuiti amicali.  Sconcerta poi il silenzio che regna nel consiglio comunale di Potenza su questa problematica che vede il capoluogo tra le mete più penalizzate.