Qualche anno fa mi aveva particolarmente colpito un vivace botta e risposta virtuale tra il Prof. Garimberti e il giovane youtuber Giopizzi… tra un Boomer e un Millenial. Vorrei provare, se me lo permettete, senza alcun pregiudizio di sorta, cari amici e cari lettori, a dare una risposta ad entrambi soltanto con un po’ di onestà intellettuale, senza tabulati ideologici preconfezionati, senza particolari modelli di sapore “nietzschiano/nichlistico” soprattutto senza sconti per nessuno. Noi siamo la generazione Boomer, quella dei privilegiati, la generazione del dopoguerra che era considerata la “Meglio Gioventù”. La generazione del riscatto e dei grandi movimenti di Liberazione…miseramente fallita tra visionari e opportunisti della peggiore specie. Siamo la GENERAZIONE over sessanta/settanta che ha vissuto il più bel momento politico ed economico italiano. La generazione dei sognatori che vedevano l’alba prima degli altri (Oscar Wilde). Generazione che non ha esitato a consumare quel che c’era e quello che non c’era a tutto danno dei nostri figli e delle future generazioni. Lo diciamo con tanta amarezza alla Consulta studentesca lucana e alla “Città dei Giovani” di Potenza impegnata (ottimismo della volontà) a creare i seri presupposti di/per una vera “Cittadinanza” giovanile, confidando in un importante obiettivo che il progetto si era dato…rendere i giovani parte attiva dei processi decisionali del territorio.(pura utopia e pura chimera). Siamo i Boomer lucani che non sono mai riusciti ad arrestare la fuga di migliaia di ragazze e di ragazzi. Abbiamo accettato ipocritamente i loro addii e le loro separazioni definitive, senza battere ciglio. Siamo rimasti impassibili, non ci siamo scomposti, non abbiamo reagito minimamente all’esodo impazzito dei nostri figli. Abbiamo accettato supinamente la triste sorte vissuta come un fato o come un destino, da veri pavidi e rassegnati. Siamo in buona compagnia…hanno fallito pure le Istituzioni nazionali e regionali, gli Imprenditori lucani poco inclini ad assumere i nostri laureati e l’Unibas con le sue aperture di credito solo …ai “Partiti/regione” e relativi “sodali/tribali” con qualche forte dose di nepotismo patogeno (che non manca mai nei nostri Atenei). Hanno fallito i sindacalisti capaci di tradire la loro missione per dare a chi aveva già avuto togliendo a chi ancora non aveva. In Basilicata mai un Sindacato ha tentato di portare avantii una “Vertenza Giovani”. Hanno fallito i Giornalisti lucani, quelli della domenica, capaci di vedere il problema solo quando è ormai troppo tardi. Siamo i Boomer che hanno creato, per dirla alla Pannella, dei buoni a nulla, capaci di tutto. Abbiamo allevato e coccolato nella bambagia una generazione lucana, figlia del benessere con noi “papà di provincia”, arricchiti, a nostra insaputa. Non vorrei seguire l’idea del Prof Garimberti che definisce i Millenial come adolescenti perenni, generazione educata all’ignoranza e alla supponenza che ha poco praticato il rispetto verso gli altri e la vera solidarietà, “erodendo” ipocritamente la ricchezza “accresciuta” familiarmente. Una generazione che ha goduto di un ingiustificato e immeritato buonismo genitoriale di repertorio. Una generazione che ha coltivato uno pseudo-ecologismo e tante teorie bislacche pseudo scientifiche per giustificare comportamenti univoci e unidirezionali, poco amati dalla maggioranza silenziosa. Tante di queste teorie bislacche hanno prodotto isterismi, egoismi e chiusure senza alcuna condivisione con altre categorie sociali come i lavoratori dei trasporti (vedi blocchi autostradali non autorizzati) senza alcuna coscienza sociale e senza alcun pathos. Quel pathos capace di suscitare intense emozioni sconosciute alle nuove generazioni. Una generazione che ha rotto definitivamente i ponti dell’affetto e della gratitudine con i nonni. Nonni relegati nelle RSA nella totale insensibilità e nella totale indifferenza di questi millienal. Una distanza siderale non ancora colmata perché Noi Boomer eravamo e siamo troppo impegnati altrove, abbiamo tanto altro da fare, ci manca il tempo. Basterebbe accendere la Tv e leggere i nomi dei vari conduttori, dei giornalisti e dei politici per accorgersi che questi Boomer hanno occupato tutto e non sono disposti a dare e lasciare spazio ai Millenial, fermi al semaforo da tanti anni. Generazione ignorata e fagocitata che cerca di far comprendere a Noi Boomer che il loro lavoro è un vero lavoro anche se vent’anni fa non esisteva. E la domanda sorge spontanea, “Quanti anni dovranno aspettare questi Millenial?”. Il processo è ancora lungo, il ricambio generazionale è un sogno, una vera utopia. I boomer ancora sono presenti nei vertici istituzionali mondiali, europei, nazionali e regionali, da Trump a Putin, da XiJinping a Erdogan fino ai nostri …De Luca e Bardi. Sono quei Boomer che non passeranno mai il testimone a una generazione di Millenial che vive e vivrà in un perenne stato di attesa. Del resto Noi siamo i Boomer della casa di proprietà, del posto fisso e delle pensioni maturate con disgustose sperequazioni nei confronti delle nuove generazioni. Siamo i Boomer lucani che hanno insegnato ai figli che prima studi, poi compri la casa, ti sposi e fai un figlio. Tutto coltivato nella continuità “secolare” di un modello stabile, ben fermo, saldo, in pace e in serenità economica, mai venuta meno. Se poi ti svegli un bel mattino con spietate guerre, pandemie, emigrazioni e immigrazioni incontrollabili, ti rendi conto che le certezze che hai maturato e consolidato negli anni, sono carta straccia, parole vuote e pseudo-garantismo di REGOLE, non più scritte, non più applicabili e che non puoi e non riesci più a trasmettere ai tuoi figli, allora ti rendi conto che hai tremendamente fallito. Hai fallito tu Boomer, ladro di generazione, dotato di gene egoista, maestro di egocentricità che ti sei garantito una buona vita professionale e una vecchiaia dignitosa a discapito dei “posteri”. Hai fallito tu Millenial, costretto a vivere tra precariato e compromessi con la società e con la tua famiglia che per te risultano e risulteranno essere sempre più indigesti e sempre più insopportabili.