il giornalismo, come dicevi sempre, è quella straordinaria professione che permette di raccogliere testimonianze e raccontarle, aiutando le persone a essere consapevoli di quanto accade nel mondo. Nei tanti anni trascorsi nella redazione di Telepretoria 1, da te guidata in maniera impeccabile e coinvolgente, mi hai insegnato quanto sia fondamentale ascoltare le opinioni e i disagi della gente, e quanto sia altrettanto importante raccontare la realtà in modo onesto e responsabile. Più che un metodo di lavoro, il tuo era un modo di essere che poneva al centro la dignità e la verità delle persone.
Quanta cronaca cittadina ci hai fatto fare per quel tg che veniva messo in onda alle ore 14:00 e di cui andavi tanto fiero. “Ricordatevi, dicevi, questo significa essere presenti, ascoltare e capire le sfide quotidiane delle persone. Un bravo giornalista, oltre a conoscere bene le tecniche di scrittura e di indagine, deve saper catturare l’essenza di ciò che racconta. È quasi un servizio sociale: aiuta a far emergere le esigenze della comunità, stimola il dibattito e spinge le istituzioni a intervenire”. È un insegnamento prezioso che ci ha guidato a fare giornalismo con cuore e integrità.
Poi, è arrivata l’esperienza presso l’ufficio stampa del Consiglio regionale: anche questa ricca di stimoli, e anche in quel contesto sei stato una guida preziosa. Mi hai insegnato che, in questo ambito, è indispensabile un esercizio quotidiano di equilibrio per garantire un’informazione trasparente, accurata e corretta, evitando di cadere in una comunicazione troppo fredda. Quanta energia trasmettevi quando parlavi dell’importanza di un buon titolo: “Il titolo, dicevi, ha un ruolo fondamentale: deve essere come una porta d’ingresso, capace di racchiudere il cuore dell’articolo in poche parole, attirando l’attenzione e rispettando la verità di ciò che si racconta. Ricordate sempre che un buon titolo non è solo un riassunto, ma un invito a scoprire di più, a entrare in contatto con le storie”. Se dovessi titolare la tua vita userei queste semplici parole: “Un uomo che ha fatto del giornalismo un ponte verso la gente”.
Sei rimasto un punto di riferimento prezioso anche quando hai ricoperto incarichi diversi. Sapevi ascoltare, valorizzare e spingere a fare sempre meglio. Invitavi a rispettare profondamente il potere delle parole: “Queste, dicevi, non vanno mai messe in fila in modo superficiale o casuale; vanno scelte con cura, come se ogni frase fosse un mattoncino fondamentale per costruire un messaggio chiaro, onesto e rispettoso. E guai a sbagliarle perché le parole possono diventare pietre da lapidazione”.
Mancherai. Mancherà il tuo modo di esserci, di fare anche “cazziattoni” quando necessario, di tendere la mano quando c’era bisogno. Resteranno i tuoi insegnamenti, il tuo invito a dare il meglio di sé in questa meravigliosa professione che abbiamo il privilegio di fare.
NICOLETTA ALTOMONTE: METTEVA AL CENTRO LA DIGNITA’ E LA VERITA’ DELLE PERSONE
