Non so se è servito a calmierare il mercato delle concessioni che al vecchio cimitero era diventato un affare per pochi, ma, oltre questo ipotetico risultato positivo, non riesco ad intravedere altri vantaggi, per il cittadino di Potenza, dal secondo cimitero, a gestione privata. Si diceva che non c’era spazio per nuovi insediamenti di loculi e qualunque architetto sa che non è vero perché a voler rifare solamente il muro di cinta si potevano realizzare quanti loculi bastavano per almeno vent’anni. Ormai è fatta e tornare indietro non si può, ma andare avanti si potrebbe e non si fa. Mi spiego: il cimitero nuovo, a parte la miseria del materiale usato soprattutto per la pavimentazione, è brutto da vedere ed è impossibile da frequentare, per via del fatto che non c’è uno straccio di infisso a proteggere dal vento e dal freddo. Qualcuno evidentemente ha pensato di essere a Napoli, e non di essere nel capoluogo più alto e freddo d’Italia. Se uno compra un loculo in una galleria ,preferendo non seppellire il proprio congiunto, lo fa non per mettere il congiunto in uno status privilegiato perché , come dice De Curtis, la morte è “na livella”, ma perché presume di poterci andare a far visita quando e come vuole, d’estate e d’inverno, col freddo e con il sole. Invece così non è, perché da un lato hanno messo una sorta di inferriata che a prima vista dà l’impressione di essere capitati più in un carcere che in un cimitero, dall’altro hanno lasciato tutte le balconate aperte, in maniera che o d’estate ,o d’inverno il vento fischia in quell’imbuto che è una bellezza. A
UN CIMITERO INOSPITALE
