Se la Mercedes vincerà il campionato 2017, forse dovrà ringraziare la Ferrari. Questa stagione comincia con una rivoluzione regolamentare che la FIA aveva predisposto proprio nel tentativo di smuovere le acque e interrompere la dittatura sportiva più assoluta degli ultimi decenni. Ma da Maranello è arrivato un assist che a Stoccarda potrebbe risultare gradito.
Quest’anno si metteva male per la squadra tedesca. Con l’abbandono del campione del mondo Nico Rosberg, i teutonici sono stati costretti a ripianificare la stagione e tornare sul mercato nel momento peggiore. Qualunque sia la loro decisione (e sembra ormai scontato che il secondo pilota argentato sarà Valterri Bottas), segnerà un cambio di rotta nelle strategie tedesche. Si passerà dalla strategia a due punte a quella a una punta e mezzo.
Ovvero: Lewis Hamilton leader indiscusso della squadra, pilota su cui puntare per vincere il titolo. E Valterri Bottas – o chi per lui – scudiero con l’ordine di tradire il padrone, pronto a dargli battaglia per il prestigio della scuderia e a depotenziarlo quando inizierà a pavoneggiarsi troppo. «Voglio avere lo stesso status del mio futuro compagno» ha dichiarato Hamilton a tutti i giornali. Ma chiunque abbia cervello sa che non sarà così.
Ma il lato peggiore del problema riguarda il versante tecnico. Le modifiche regolamentari infatti riportano l’attenzione degli ingegneri sul pacchetto aerodinamico delle vetture, garantendo un recupero prestazionale che diverse testate specializzate stimano anche in 4”. Come abbiamo già riportato, la Williams preferisce invece stime più limitate attorno ai 2”.
Aerodinamica significa soltanto una cosa: Adrian Newey. Il tecnico inglese si è specializzato in questo campo e ha reso le Red Bull vetture velocissime e all’avanguardia, collezionando mondiali ininterrottamente dal 2010 al 2013. Per quanto la Mercedes sia stato il progetto dominante a causa di un’integrazione molto efficiente tra un motore con molti cavalli di vantaggio sulla concorrenza (nel 2014 si mormorava un gap di almeno 40CV a favore di Stoccarda, le ultime stime dei giornalisti specializzati si attestano su 15-20) e un ottimo telaio, nel paddock una certezza dominava su tutte. Il miglior telaio era quello ella Red Bull. A Milton Keynes, Adrian Newey ha formato una vera e propria scuola filosofica tra i propri collaboratori. E non è un caso che tutti i progressi della McLaren-Honda, in crisi cronica coi motori nipponici, siano dovuti al telaio. Progettato dal pupillo di Newey.
Tutti i giornali davano già la Ferrari a inseguire un binomio Mercedes-Red Bull nel 2017. E quale tra le due squadre sarebbe emersa a fine campionato era tutto tranne che certo. Finché pochi giorni fa la Ferrari ha domandato alla Federazione se un sofisticato schema delle sospensioni fosse legale o meno. Un progetto – inutile dirlo – che si mormorava fosse stato sviluppato dalla Red Bull.
Pare infatti che a Milton Keynes siano riusciti a progettare delle sospensioni capaci di mutare assetto nel corso del giro. Un sistema che combina sia la meccanica sia l’elettronica (grazie alla mole di dati della telemetria) e che avrebbe aiutato la squadra austriaca al recupero prestazionale di metà stagione. Una crescita di performance che ha coronato gli sforzi del Toro con la medaglia d’argento in classifica costruttori.
Gli ultimi rumors davano questo sistema anche in quota Mercedes. E già in passato la Federazione era dovuta intervenire proibendo una sua versione precedente. Adesso che la Ferrari ha pubblicato il suo esposto, la domanda sostanzialmente era questa: «O è illegale e lo proibite, o è legale e lo usiamo tutti». Ma da Parigi la risposta è stata evasiva: «potrebbe essere illegale».
Si potrebbe parlare del fatto che la FIA tutto sembra fare tranne avere cognizione del concetto di «certezza» del diritto. Ma la questione ha una rilevanza più pratica che teorica. A ben guardare, dietro il silenzio stampa in cui si è chiusa la Red Bull, ci dovrebbe essere panico. Tra poche settimane ci saranno i test pre-campionato e il progetto della vettura deve essere già stato concluso. Questa risposta da Parigi potrebbe significare tutto e niente: il rischio è presentarsi con un progetto che verrà bocciato in toto o accolto in extremis. Non ci voleva.
La Mercedes invece ha avuto la premura di dichiarare urbi et orbi che la sua versione del sistema è perfettamente legale e di non essere affatto preoccupata. Il che significa che a Stoccarda non erano riusciti a perfezionare il meccanismo come a Milton Keynes, o che perlomeno credono di aver trovato una scappatoia legale che li mette in una botte di ferro.
Se la Ferrari avesse ottenuto una risposta netta, probabilmente sarebbe riuscita a gettare nel panico più totale la Red Bull. Spianando la strada a Mercedes. Ma anche così gli interrogativi sul progetto dei bibitari pesano al punto da ridare la Casa di Stoccarda come la favorita nella lotta mondiale.
Mercedes condannata a vincere anche nel 2017? Forse. Perché se la Red Bull provasse a giocare col fuoco e riuscisse ad averla vinta, il suo sistema le darebbe un vantaggio aerodinamico enorme su una concorrenza che ha preferito aderire la lettera del regolamento tecnico della F1. Consegnandole (praticamente già a marzo) il trofeo di Campioni del mondo.