IL RUMORE DEI NEMICI NON SPAVENTA LA JUVE

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ROCCO SABATELLA

ROCCO SABATELLA

Il rumore dei nemici si sta facendo molto incessante intorno alla Juve e sta assumendo picchi di decibel molto elevati proprio nel momento in cui le avversarie  cominciano a coltivare concrete speranze  che forse questo è l’anno buono per scalzare la squadra bianconera dal trono. Conseguenza, ovviamente, della sconfitta subita a Firenze che è la quarta del campionato. Ma a ridestare gli entusiasmi di metà Italia pallonara, quella ostile e che non sopporta che i bianconeri possano vincere per i sesto anno consecutivo entrando di fatto nella leggenda del calcio italiano e che fino a un mese fa erano ormai rassegnati al perpetrarsi del dominio juventino davvero incontrastabile  non avendo più forza e nemmeno argomenti per scatenare polemiche pretestuose e gettare fango sui campioni d’Italia, sono bastate le prove non convincenti della squadra di Allegri prima a Doha in Supercoppa e poi domenica scorsa con la Fiorentina. Ai nemici dormienti non sarà parso vero che la Juve mostrasse qualche scricchiolio di troppo e allora quale migliore occasione per ritornare ad evocare famosi cavalli di battaglia per cercare di destabilizzare l’ambiente juventino. E che cosa si sono inventati i nemici della Juve?  La trita e ritrita storia della sudditanza psicologica nei confronti della società torinese perché Allegri, dopo lo sfogo con il quarto uomo e con l’assistente dell’arbitro Banti per il metro di giudizio usato dal direttore di gara nei 90 minuti di Firenze, non è stato squalificato. Molto semplicemente il giudice sportivo non ha potuto prendere provvedimenti disciplinari nei confronti di Allegri o perché non ci sono state frasi irriguardose nei confronti dell’assistente Di Liberatore o perché quest’ultimo, nel trambusto di fine partita, non avrà sentito le presunte frasi incriminate del tecnico che i nemici dei bianconeri, invece, hanno sentito eccome forti della loro infallibile interpretazione del labiale di Allegri quando si stava sfogando con i collaboratori dell’arbitro. Stiano tranquilli tutti: se Di Liberatore avesse sentito realmente qualcosa di irriverente, lo avrebbe certamente messo a referto ed Allegri sarebbe stato squalificato Ma i nemici si sono guardati bene dal sottolineare che la Juve è stata penalizzata dalle decisioni di Banti: il gol di Kalinic viziato da un evidente fallo precedente su Alex Sandro e un rigore netto per fallo di mano di Gonzalo su cross di Pjaca non concesso e che avrebbe potuto portare al pareggio della Juve. Ma la Juve non si è lamentata a fine partita di questi episodi perché correttamente ha attribuito la sconfitta solo al fatto di avere giocato davvero male e senza mordente. Sta di fatto, però, che se Banti avesse dato il rigore, adesso la Juve si ritroverebbe, pur non avendo fatto sul campo il suo dovere, con un punto in più in classifica. E tra l’altro, sempre in maniera pretestuosa, i nemici tacciono spudoratamente sui torti subiti dalla Juve in altre partite. A Milano contro i rossoneri quando, sullo 0 a 0, fu annullato inspiegabilmente la rete su punizione di Pjanic che era stata concessa sia da Rizzoli che dall’assistente Cariolato che poi si rimangia tutto, assediato letteralmente dai giocatori del Milan. O a Genova quando Ocampos sotterra Mandzukic in area di rigore del Genoa senza che l’arbitro intervenga.  Ma l’aspetto più singolare e perché no anche clamoroso è rappresentato dal numero dei rigori assegnati alla Juve: solamente 2 contro i 10 avuti dalla Roma. E per una squadra che passa gran parte delle sue partite nell’area di rigore degli avversari e che quindi è più esposta ai falli dei difensori, 2 soli rigori sembrano davvero inspiegabili. O meglio hanno una spiegazione molto semplice. E parte sempre dalle campagne mediatiche di cui si fanno portavoce molti organi di informazione che non hanno in simpatia i colori bianconeri, per usare un eufemismo, e che alla fine ottengono il loro scopo che è quello di condizionare pesantemente il comportamento degli arbitri designati per le gare della Juve. Che pur di non rischiare di finire nel tritacarne delle accuse di prendere decisioni pro Juve, il più delle volte con il loro metro di giudizio arbitrale finiscono sempre di danneggiare i bianconeri.  L’esempio emblematico di quello che stiamo dicendo riguarda Rizzoli, considerato il migliore arbitro italiano e uno dei migliori al mondo se  spesso gli viene affidato il compito di dirigere finali di Champions o di campionati mondiali. Ebbene non bisogna dimenticare la vergognosa campagna di stampa di quattro anni fa  condotta dal giornale sportivo di Roma contro Rizzoli dipinto come un incapace e non meritevole dei tanti elogi che gli arrivavano da tutto il calcio mondiale. E sapete perchè si arrivò a questo? Semplicemente perché Rizzoli si era macchiato, agli occhi dei giornalisti romani,  di una colpa gravissima: aver segnalato a Mazzoleni, come arbitro di porta, solo quello che aveva visto: che un giocatore del Napoli nella finale della Supercoppa giocata a Pechino tra la Juve di Conte e il Napoli di Mazzarri, aveva commesso un fallo da rigore su un giocatore bianconero inducendo il direttore di gara ad assegnare il giusto rigore ai bianconeri. Una scandalosa mistificazione e giudizi inventati e non rispondenti al valore dell’arbitro bolognese che nonostante i pesanti attacchi, ha continuato ad essere e lo è tuttora, uno dei migliori fischietti in circolazione. Con buona pace di chi solo pretestuosamente e senza un fondamento di verità ne voleva stroncare la carriera perché ritenuto, molto a torto, amico della Juve. Ma ai nemici della Juve vogliamo ricordare ancora una volta  che spargere veleno sui bianconeri è controproducente al massimo per i loro interessi. Che è quello di impedire che la Juve vinca. Ma evidentemente non vogliono capire ancora la lezione: la Juve stravince da cinque anni a questa parte e vedrete che  anche in questo momento in cui si sono appalesate leggere difficoltà troverà stimoli e motivazioni ancora più forti per quello che sente dire e non sono cose positive nei suoi confronti. Sono legittime le speranze sportive delle avversarie dei bianconeri quando sperano in un tracollo di Buffon e compagni. Ma si mettessero l’animo in pace. La Juve rimane sempre al comando della classifica con un margine rassicurante, potenzialmente 4 punti, dovendo recuperare la partita con il Crotone. E poi c’è da dire un’altra cosa importante: mentre Roma, Napoli, Milan, Lazio si stanno esprimendo quasi al massimo, non altrettanto si può dire della Juve. Che ancora deve esprimere per intero tutto il potenziale di cui dispone. E avendo margini di miglioramento molto ampi, i suoi tifosi possono stare sereni e tranquilli. E già a partire dalla gara di  domenica prossima con la Lazio,  non ci meraviglieremmo più di tanto se vedessimo una squadra più tonica e  diversa, per atteggiamento, per mentalità, per sviluppo del gioco, per organizzazione tattica, rispetto a quella di Doha, di Firenze o di Genova o di Milano con Inter e Milan.

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Rocco Sabatella...

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