L’ANAS, L’ENEL E LA FUGA DAI TERRITORI

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ROCCO ROSA

Nella legge che introduce il reato di omicidio stradale ci sono delle cose che dovrebbero far riflettere seriamente gli amministratori locali, quelli dell’@ANAS e le imprese che a vari livelli si occupano della corretta fruibilità di una strada. Ed è che l’omicidio stradale  non riguarda solo chi guida ma anche le condizioni strutturali e oggettive che possono essere causa di un incidente mortale. Le strade piene di buche, oppure quelle che lasciano fluire perdite d’acqua che in inverno diventano lastre di ghiaccio, oppure segnali sbagliati, dossi non segnalati, guard rail divelti, gallerie male illuminate, strade non ripulite dalla neve e via elencando, sono riferimenti essenziali nel giudizio di responsabilità, dal punto di vista penale come da quello civile risarcitorio. Questa legge, toccando la responsabilità delle persone che dirigono la pubblica amministrazione, dovrebbero anche far cambiare loro la mentalità circa il modo di amministrare  e la scelta di decidere le priorità nella formulazione dei vari capitoli di spesa. Meno opere nuove e più manutenzione di quelle esistenti sarebbe una opzione giusta non solo per la circostanza delle responsabilità, ma anche come scelta strategica  di una nuova politica economica che punti tutto sul rispetto del territorio,dal punto di vista della funzionalità dei servizi, del controllo dei rischi, della vigilanza sull’assetto idrogeologico, della prevenzione delle calamità.  C’è stata un’epoca in cui si sono fatte strade e stradine in tutte le campagne, con le comunità montane che inseguivano le singole fattorie di montagna ad una ad una portandovi la viabilità, la luce, l’acqua. Per mantenere questa rete enormemente diffusa di servizi, non c’è però un solo Euro e basta dare un’occhiata a una certa viabilità di rango provinciale e comunale per rendersene conto. Nel passato tutti ricordano come la viabilità Anas era funzionale dal punto di vista della manutenzione: strade spossanti per i raggi di curvatura, che aggiravano montagne per salire e scendere , che richiedevano ore per collegare centri importanti, ma strade perfettamente tenute, sicure anche d’inverno, con mezzi dislocati sui luoghi di maggiore pericolosità, con il sale accantonato e i cantonieri pronti. In nome di una politica del cemento che ha devastato l’Italia con la velocità di una slavina, si è cancellato tutto questo togliendo gli uffici dalle realtà meno popolose, decimando il personale sul territorio e organizzando dei presunti interventi da altre città che, come ha dimostrato la tragedia  abruzzese, se d’estate arrivano tardi, d’inverno e con la neve alta non riescono ad uscire dal deposito dove sono accentrati. E’ ora di iniziare, proprio a partire da questa esperienza fatta, a rivendicare un nuovo assetto periferico dello Stato, che non veda l’accorpamento sempre del piccolo al più grande, ma una dislocazione funzionale del personale, dei mezzi, delle strutture e degli uffici di comando, in relazione alle esigenze e alle specificità di singoli territori. Così come è ora di far passare il concetto che, quando si finanzia una strada o un’opera, bisogna che ci si faccia carico già dall’inizio degli oneri della sua manutenzione. Non si può da un lato vedere delle amministrazioni che progettano opere faraoniche  e quelle stesse amministrazioni o altre che non hanno i soldi per il sale d’inverno e, se pure ce l’hanno, fanno di tutto per non spargerne perché rovinano l’asfalto e creano buche. Il Governatore Pittella, che proprio ieri ha concordato con l’Anas interventi su alcune strade del Pollino, alzi il tiro in favore di quelle regioni difficili dal punto di vista orografico, da quello sismico e da quello a rischio di alluvioni e  porti le Regioni a proporre soluzioni nuove che rimettano l’uomo, il lavoratore, ad operare come primo presidio del territorio, un cantoniere, come un operaio dell’@Enel, come un idraulico dell’Acquedotto. Anche perché i soldi della manutenzione vanno alle  famiglie e al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni, quelle in nuove opere vanno invece per una bella percentuale in direzione dei paradisi fiscali.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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