Alice Giorgio é una brillante giovane talentuosa lucana. Laureata a pieni voti alla Bocconi, ha lavorato in Fondazione Mattei e ora é stata “prestata” ad un colosso assicurativo per occuparsi di big data. La sua tesi di laurea é stata ieri premiata dal Consiglio Regionale di Basilicata in una solenne cerimonia (nella quale non sono mancate brutte gaffes dei rappresentanti istituzionali, che finiscono col confermare le non ottimistiche risultanze del suo lavoro di ricerca). Quello che segue é un abstract della tesi di laurea premiata (IL)
Maledizione delle risorse, paradosso dell’abbondanza, ovvero: le opportunità ci sono, le risorse anche, ma qualcosa va storto, succede qualcosa che ci impedisce di coglierle. Recentemente mi è capitato di rispolverare la mia tesi di laurea, in cui affrontavo proprio questo tema applicandolo al caso della Basilicata.
Per descrivere l’impatto negativo che le rendite finanziarie legate allo sfruttamento di risorse naturali hanno sulla performance economica di un Paese, si è consolidata l’espressione “maledizione delle risorse naturali”. Tra le cause individuate per spiegare il collegamento tra i due fenomeni è stato studiato anche il legame tra le risorse naturali ed il sistema politico.
Lo schema è semplice: le risorse finanziarie arrivano sul territorio, entrano a far parte dei bilanci comunali, gli amministratori decidono quali siano le priorità e queste risorse poi diventano progetti. Le risorse naturali generano un flusso finanziario per il territorio e questo flusso finanziario genera una ricaduta. La qualità della ricaduta dipende dal processo di trasformazione di questo flusso in progetti. Ci sono due modi in cui possiamo valutare la qualità di questo processo di trasformazione: studiando lo strumento con cui avviene la trasformazione (il bilancio), indicatore delle priorità, della strategia di spesa messa in campo, ed il soggetto che attua tale trasformazione (gli amministratori).
Con un modello statistico ho cercato di valutare se a causa dell’arrivo di queste risorse legate alle estrazioni petrolifere fosse cambiato qualcosa. Sono cambiate le priorità di spesa? Si investe più in cultura dal momento che abbiamo più soldi? Abbiamo fatto grandi investimenti ora che ce li possiamo permettere? La qualità degli amministratori comunali è diventata più alta ora che ci sono da gestire tutte queste risorse? Per i più curiosi: la qualità delle amministrazioni è stata valutata, tra gli altri indicatori, come realizzato in altri studi, dai titoli di studio degli amministratori, dalle professioni esercitate prima delle elezioni, dalla vivacità dell’alternanza all’interno delle amministrazioni. Breve rullo di tamburi ed andiamo subito ai risultati, purtroppo in linea con quanto osservato nei casi negativi noti in letteratura. L’incremento delle risorse economiche derivanti dalle estrazioni non sembra aver portato ad un significativo cambiamento nelle priorità di spesa delle amministrazioni locali e, sembra aver peggiorato la qualità delle amministrazioni che ricevono le risorse finanziarie.
Per concludere, due considerazioni. La prima: per produrre impatto questi proventi straordinari dovrebbero essere destinati ad interventi espressione di una visione di lungo termine e condivisa con il territorio. Dal risultato dello studio non emergevano particolari strategie in atto. Avere una visione nella programmazione delle risorse, e coinvolgere il territorio nell’individuarla, può portare ad allentare la morsa della maledizione.
La seconda: le royalties possono produrre un impatto maggiore se non sono polverizzate, ovvero se viene limitata la mancanza di una “superficie” di investimento sui cui insistere e su cui concentrare gli sforzi finanziari. Credo che ci sia bisogno di abbandonare, così come fatto recentemente dal governo brasiliano, la concezione per cui le royalties sono un “dono” ottenuto dai beneficiari grazie alla propria posizione geografica, per dare spazio alla visione secondo la quale esse sono delle compensazioni per le future generazioni e per questo motivo devono essere utilizzate per avere un impatto sociale ed economico sul territorio.
