Che a Potenza si abbia bisogno di investimenti è un fatto ma che, per questa necessità, non si debba guardare alla qualità degli investimenti e ai possibili effetti, è un altro indiscutibile fatto. L’impianto di compostaggio a Potenza non è una idea buona e la riprova è che dovunque lo si voglia mettere c’è la sollevazione popolare. E’ un impianto che, per sua stessa natura, deve stare lontano dai centri abitati e qui ,nell’agro di Potenza, con la propensione a vivere in campagna che molti hanno non ci sono due chilometri quadrati di territorio assolutamente disabitato. A Melfi, dove qualcuno fresco fresco era arrivato da lontano per piazzare due o tre vasche, l’iniziativa è stata fermata in tempo, perché avrebbe portato danni alle aziende vicine, alcune delle quali si occupano di prodotti alimentari. E proteste simili ci sono state a Roma, a perugia, a Messina,. Ma poi , non sono più i camion di spazzatura che vanno girovagando per i paesi a fior di euro a danno dei potentini: la frazione organica, se la differenziata è fatta bene, è minima e nulla di male ci sarebbe a portarla a venti o a cinquanta chilometri. Più importante, ma veramente più importante, è mettere la stazione di prevagliatura dell’indifferenziato , perché è lì che si spendono ancora molti soldi, in quanto le multe che arrivano da una non corretta raccolta differenziata sono pesanti e rischiano di mettere in crisi i buoni risultati che sul piano finanziario si stanno ottenendo. Fare la raccolta differenziata contando sulla buona volontà dei cittadini a smaltire correttamente i rifiuti è una posizione democratica ma altamente improduttiva. Meglio sarebbe stato una raccolta organizzata per rioni , sotto l’occhio attento dei dipendenti dell’Acta, così come è stato fatto in molti comuni, alcuni dei quali ( vedi Atella) hanno riscosso un successo nazionale. Ora, stante questo tipo di raccolta e fino a che non la si perfeziona nelle forme che consentono di portare alle piattaforme rifiuti altamente differenziati, si finirà da un lato con lo spendere soldi ( telecamere, vigilanza ecc), dall’altro col non vedere risultati eclatanti, perché ci sarà sempre uno stronzo che prende il sacco indifferenziato e lo infila dove capita. Quindi impostare una battaglia per avere un impianto che ci danneggia e non ci serve ( giacchè per essere competitivo dovrebbe importare l’organico da mezza o da tutta la regione, quando di impianti ce ne sono in servizio già 4 che bastano ed avanzano: Lauria, Venosa, Sant’Arcangelo ed Atella) non è una intuizione felice. Più utile sarebbe assicurarsi comunque che il Comune di Potenza non sia dipendente da società , consorzi o imrpese private che lucrano sul fatto che meno funziona un sistema e più soldi fanno. Questo impianto di vagliatura dell’indifferenziato serve ,è utile e bisognerebbe che tutti ne capissero l’importanza. E Vallone Calabrese si può prestare ad una operazione che finalmente faccia tesoro di tutti i fallimenti che il Comune ha registrato, con l’inceneritore, con la selezione, con la biostabilizzazione e con le discariche che sono andate in infrazione. Non aggiungiamo altre imprese avventurose.
iL COMPOSTAGGIO A POTENZA E’ UNA FOLLIA
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