SI TIENE QUESTA MATTINA , PRESSO IL PALAZZO DELLA REGIONE, A VIALE VERRASTRO LA MANIFESTAZIONE DEI MEDICI DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE PER PROTESTARE CONTRO LA DISATTENZIONE DEL DIPARTIMENTO VERSO I PROBLEMI DELL’APPLICAZIONE COINTRATTUALE. A QUESTO SI AGGIUNGE LA FORTE MOTIVAZIONE DI PROTESTA CONTRO LE DECISIONI DI SOSPENDERE E REVOCARE L’INDENNITA’ DI RISCHIO, FIRMATA NEL CONTRATTO DEL 2008, CHE VIENE CONSIDERATA ILLEGITTIMA DA PARTE DELLA CORTE DEI CONTI MA CHE HA UNA MOTIVAZIONE FORTE E INAPPUNTABILE PER LE CONDIZIONI IN CUI LE GUARDIE MEDICHE HANNO SINORA OPERATO.
Sono scesi sul piede di guerra i medici di continuità assiStenziale dopo la decisione della giunta regionale di revocare le indennità decise nella trattativa del 2008. La storia è nota e parte da una contestazione della Corte dei Conti che ha chiamato a rispondere di danno erariale il Governo regionale, la dirigenza del Dipartimento e i delegati delle Asl alla contrattazione per avere dato come indennità aggiuntive prestazioni già comprese nell’accordo nazionale. Questa naturalmenbte la tesi dell’organo di giurisdizione contabile, che però è toitalmente rigettata dai firmatari dell’accordo, i quali hanno tenuto presente le difficoltà aggiuntive che i medici lucani trovano nell’epletamento di quelle mansioni per una situazione organizzativa logistica che non è uguale a quella di altre regioni. Una indennità forfettaria che nelle intenzioni doveva servire a compensare parzialmente i disagi dei medici costretti a percorrere strade decisamente pericolose d’inverno, a stare in locali non attrezzati e PRIVI PERSINO di riscaldamento, a stare da soli in ambulatorio senza vigilanza ecc. La Giunta regionale ha prima sospeso e poi revocato il provvedimento per riaprire la questione dal lato della legittimità, anche sulla base del fatto che la questione tocca altre tre regioni che si sono comportate nella stessa maniera. Il problema è grosso e va portato all’attenzione del Governo, per evitare che singole regioni debbano vedersela con la corte dei Conti, con tutto quello che ne può derivare. Perchè- dicono in un comunicato congiunto i sindacati cgil cisl e uil da un lato e la FIMMG, lo Smi e lo Snami “il recupero coattivo delle indennità pregresse per un volume complessivo di circa 18 milioni di euro, rischia di affermare che tutti i professionisti medici della continuità assistenziale, che hanno sempre lavorato con grande responsabilità in tutti questi anni guadagnandosi onestamente il loro stipendio si di trovano all’improvviso debitori di cifre da capogiro che possono davvero mettere in ginocchio intere famiglie. Il tutto su un presunto danno erariale che ancora non è stato dimostrato e di cui, in ogni caso, i medici non hanno colpa alcuna. “Si tratta, infatti, a nostro parere, di compensi che hanno percepito nella piena legittimità di un contratto e di un accordo integrativo regionale pienamente valido ed efficace”.
“Come Organizzazioni Sindacali non possiamo che condannare ancora una volta questo grave attacco che viene fatto ai danni di circa 500 professionisti della sanità che tutti i giorni sono in trincea per garantire il diritto alla salute dei cittadini lucani. Per queste ragioni, i medici del servizio di continuità assistenziale, già in stato di agitazione, hanno deciso di proclamare per giovedì 19 ottobre, a partire dalle ore 10.00 una giornata di mobilitazione con un numeroso presidio davanti al palazzo della Giunta Regionale e hanno deciso, inoltre di bloccare – concludono i sindacati – con decorrenza immediate le attività ambulatoriali, ancora senza alcuna regolamentazione (inadempienza contrattuale) e di sospendere l’uso dell’auto propria a partire dal prossimo 1 novembre, previa comunicazione all’azienda da parte del singolo medico di disdetta dell’uso dell’auto stessa”.”