L’OPERA DI SERGIO MUSMECI E LA SUA ATTUALITA’ PER I PROGETTISTI ITALIANI

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BY MICHELE LAPENNA

 

« Forse è solo un modo non convenzionale, ma legittimo come ogni altro, di pensare un ponte » (Sergio Musmeci) 

Questa frase di Sergio Musmeci, spesso citata per definire l’unicità del ponte, descrive l’essenza della professione dell’ingegnere: la continua spinta alla ricerca di soluzioni innovative. E’ l’intuizione, alla base dell’innovazione, che si fa scienza e che diventa paradigma e quindi apre la strada ad un nuovo modo di operare.

Il Ponte sul Basento, progettato a partire dal 1967 e realizzato tra il 1971 e il 1976, rappresenta, nella sua unicità, una svolta importante nelle dinamiche di sviluppo dell’ingegneria italiana della seconda metà del secolo scorso. Il forte elemento di discontinuità progettuale che lo caratterizza deriva dal fatto che non si verifica e analizza, come era stato fatto fino ad allora, la sicurezza di forma strutturale nota.

Al contrario, si realizza una forma nuova invertendo i termini del problema: a partire dalla fissazione di un certo regime di sforzi si ottiene un nuovo disegno della struttura che, peraltro, sfrutta ottimamente le proprietà del calcestruzzo. La superficie minimale, peraltro, essendo contraddistinta da curve di valore uguale ma di segno opposto, è realizzata con un uso minimo di materia. La forma finale, quindi, è il risultato dell’ottimizzazione, che garantisce la massima efficienza in termini di prestazioni e utilizzo di materiale.

La struttura in calcestruzzo si alterna in un insieme di forme concave e convesse che disegnano quattro archi e che toccano alternativamente il suolo sotto il viale. Questa caratteristica lo rende, inoltre, particolarmente resistente contro eventuali cedimenti differenziali o vibrazioni sismiche, tanto che il ponte ha potuto resistere al forte terremoto del 1980 che sconvolse l’Irpinia raggiungendo i 6.89 gradi della scala Richter. 

E oltre l’estetica, il ponte porta al superamento dell’usuale dicotomia che si frappone tra la “parte superiore”, la strada e l’orizzonte, e la “parte inferiore”, quasi sempre sacrificata per il cavalcavia, che invece in questo caso riesce per la sua particolare forma ad essere sfruttata accompagnando armonicamente lo scorrere delle acque.

Con la realizzazione del Ponte sul Basento Musmeci scorge, quindi, in anticipo le nuove opportunità che derivano dall’affacciarsi dei primi rudimentali strumenti di calcolo automatizzato che consentiranno, di lì a breve, come egli amava ripetere, di essere utilizzati come strumenti per costruire una teoria delle strutture e inventare nuove forme strutturali.     
L’ingegnere Musmeci, i cui contributi hanno spaziato in vari ambiti, ha trasmesso a tutti il suo modo “a tutto tondo” di intendere e concepire la professione.  La sua vita professionale, infatti, si è sempre caratterizzata per un profondo ecclettismo e per la ricerca della migliore armonia tra il rigore dell’ingegneria e la bellezza dell’architettura.

Il profondo interesse per il rigore delle strutture e per la bellezza delle forme testimonia quella multidisciplinarità della professione cui tutti dobbiamo tendere e che esso riusciva efficacemente a riassumere attraverso le sue numerose idee e i diversi progetti che ha realizzato, con passione, in oltre 30 anni di attività.  
Musumeci, per tutte queste ragioni, porta alto il nome dell’ingegneria italiana, non solo perché ha impreziosito ed arricchito la professione attraverso l’innovazione delle sue opere, ma anche perché ha rappresentato al meglio l’essenza “multidisciplinare” dell’essere ingegnere. 

Le sue opere rappresentano un lascito di straordinario valore perché testimoniano la capacità italiana di raggiungere nuovi traguardi. E cioè nuovi modi di pensare e realizzare opere belle e funzionali al servizio della comunità. Quindi un saper fare per la comunità, un modo nuovo di ideare e costruire andando oltre la struttura finita e integrandola, con coscienza, al contesto in cui è stata concepita con il fine ultimo di migliorare la vita di tutti. 

Questa è una grande sfida che l’ingegneria italiana, la cui qualità è riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo, deve sicuramente accettare e che spesso, fortunatamente, riesce a vincere. Perché il nostro paese è ricco di eccellenze realizzate dagli ingegneri nei molteplici campi in cui i nostri professionisti operano che di Musmeci hanno raccolto l’eredità.

Ing. Michele Lapenna – Consiglio Nazionale degli Ingegneri

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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