In un periodo esaltante come questo per la tifoseria potentina, grazie ad una squadra che ha riportato in città l’entusiasmo per il calcio e per lo sport in genere, mi viene da pensare ad un amico che non c’è più e che per lo sport ha dato tante energie. Questa persona è Rocco Mecca, morto improvvisamente e prematuramente nei giorni scorsi e la cui dipartita ha lasciato una scia di commozione e tristezza per le sue qualità di uomo, per la sua passione da tifoso e per la sua capacità di sostenere ed aiutare gli amici. Una figura di spessore di cui oggi, accanto alle qualità di uomo, vogliamo ricordare l’impegno nello sport.
Rocco non è stato un semplice tifoso ha collaborato attivamente dietro le quinte con la società per circa dieci anni, nel decennio 2000-2010.
Ha fatto parte del gruppo fondatore del Potenza Asc insieme a Giovanni Fiore, Gigi Scaglione, Raffaele Zaccagnino, Vito Giuzio, Capobianco, Zafarone e tanti altri come i collaboratori Sacco, Sileo, Egidio De Rocco, Tanino Montenegro.
Rocco Mecca
Fu l’inizio di un’avventura decisa da quattro amici che volevano allestire una squadra tutta fatta in casa, solo di potentini, per puro divertimento visto che si partiva dalla promozione lucana.
Da ricordare che in quegli anni in serie D giocava il Potenza di Donnarumma e che nessun tifoso avrebbe mai pensato di cambiare squadra.
Intanto l’Asc Potenza vinceva, conquista l’eccellenza lucana, e nel 2002-2003 approdava addirittura nel campionato di serie D senza pubblico, tranne i pochi amici fondatori tra cui c’era anche Rocco e lo scomparso e accanito sostenitore Raffaele Zaccagnino il quale, unico solitario ottimista, sognava di riportare la sua squadra da dove era retrocessa tredici anni prima: la serie C.
Anche nei due anni di serie D l’Asc incontrò tante difficoltà, la più grande fu quella di giocare in uno stadio vuoto o con pochissimi curiosi, più che sostenitori, tra cui il sottoscritto, oltre al grosso handicap sportivo di avere avuto quindici punti di penalizzazione per illecito sportivo.
2003-04. Curva dell’Asc Potenza
Nei due anni di copresenza delle due società in serie D, nel Potenza sport club, Bardi subentrò a Donnarumma e Marino era il presidente della neopromossa Asc, la tifoseria era tutta schierata con Bardi perché contestava la presenza di Geny D’Onofrio nell’Asc.
L’ avvicinamento della tifoseria all’Asc avvenne già nel secondo anno di serie D, 2003-04, quando l’Asc si classificò al secondo posto e la squadra di Bardi retrocesse.
Per gli amanti dei dati storici, nel giugno 2004, si disputò al Viviani la gara valevole per i play off: Potenza-Savoia. Bisognava vincerla con due gol di scarto, a soli 11′ dalla fine eravamo 1 a 1 riuscimmo a vincerla prima con un gol di Brigante al 79′ e poi con Garofalo all’ 87′ gol che mando’ tutto lo stadio in visibilio.
Fu la vittoria che ci consentì di essere ripescati in C1, avventura che ebbe termine calcisticamente nel giugno 2010 ma di fatto il 23 novembre del 2009 con l’arresto del presidente Postiglione.
A parte il triste epilogo possiamo paragonare la storia dell’Asc Potenza a una favola dove quattro amici senza pretese di successo solo col gusto di divertirsi trasformarono un sogno in realtà e Rocco Mecca, collaboratore e tifoso silenzioso, per dieci anni ha seguito in prima persona questa parabola dando tanto e ricevendo molto per i successi ottenuti.
Grazie Rocco, per quello che hai fatto a nome mio, che ho avuto il piacere di conoscerti, e di tutta la tifoseria


