Molti amministratori pensano che non rispondendo ai quesiti che gli organi di stampa pongono abbiano risolto il problema, nel senso che il treno dell’informazione va avanti , la vita va avanti e domani è un altro giorno. E non sanno il danno che fanno alla gente e alla stessa classe politica che li ha nominati creando con il loro comportamento quel distacco di cui tanto si parla e quel giudizio che, basandosi sulle cose quotidiane della vita e non sui grandi programmi, diventa una bocciatura, il più delle volte ingiusta di tutta l’Istituzione. C’è una sproporzione tra le grandi cose, i progetti, i soldi, gli indici Istat che migliorano, e le piccole cose che attengono alla vita quotidiana e che chi sta al vertice non vede ma chi sta alla base le considera come massi sul selciato della giornata. Nessuno parla ad esempio di questa doppia realtà che si è creata con la vaccinazione antinfluenzale, con i cittadini del materano ( provincia) che possono rivolgersi ai medici di famiglia per la vaccinazione antinfluenzale e quelli del potentino ( provincia) che invece debbono fare, se va bene due fila in due posti diversi, l’una dal medico di famiglia e l’altra negli uffici sanitari. Già lo scorso anno abbiamo messo in evidenza questa discrasia e le conseguenze che essa provoca tra i risultati di vaccinazione in provincia di potenza e quelli in provincia di Matera. Fatto settanta il tetto ottimale di copertura , media italiana, la provincia di Matera lo ha toccato , quella di Potenza invece ha superato poco più della metà, il 40 per cento, così che la Basilicata porta al risultato nazionale un misero 45 per cento, atteso che la popolazione materana è un terzo di quella totale. Qual è il risultato di questo comportamento burocratico e sprezzante delle esigenze del cittadino? Un risparmio? No. Perché i vaccini sono stati comprati dalla istituzione e quando vengono gettati nella spazzatura c’è un danno erariale. Ora se qualcuno si interroga sul perché la gente non va a vaccinarsi negli uffici, troviamo qualcuno che,non volendo perdere una giornata se le va a comprare, e molti purtroppo che, o essendo soli, o non potendo muoversi, o non essendo informati si affida al Signore e tira avanti. Oppure persone nei paesi che debbono aspettare che ogni quindici giorni un medico sanitario arrivi per fare le vaccinazioni, non essendo gli uffici sanitari aperti e funzionanti in tutti i comuni della regione. Metti questo e metti quello, succede così che, a stagione inoltrata e a influenza dilagante, gran parte della popolazione anziana si ritrovano davanti al pronto soccorso di un ospedale a chiedere il ricovero per complicazioni varie. La vaccinazione tramite i medici di famiglia fu collaudata dieci anni fa con la famigerata influenza suina. Fu un successo, e si toccò facilmente l’obiettivo richiesto dal Ministero. Insomma per chiudere , non vorremmo poter dire che la testardaggine ha fatto più danni che l’influenza stessa. La bellezza delle persone intelligenti si chiama ripensamento. Qualcuno provveda. rocco rosa
VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE, TROPPI DISAGI A POTENZA E PROVINCIA
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