Incredibile: otto mesi per preparare un progetto di inserimento lavorativo per i migranti, con lavori di utilità sociale e, all’ultimo giorno….manca l’antitetanica. Il vaccino non c’è all’ASP, non c’è nelle farmacie e non c’è neanche nella farmacia vaticana. Tenevano già la scopa in mano, vero deterrente a questa corsa all’erlemosdina vicino ai bar, alle chiese o ai supermercati, e , dopo averli formati per i lavori di pulizia, ecco che già sono costretti a incrociare, loro malgrado le braccia.
Storie di ordinaria burocrazia in una Italia che ormaik, specialmente al Sud, sta facendo sentire scricchiolii e vedere crepe in ogni parte dell’apparato pubblico, anche quando questa si veste da privato come nel caso dell’Acta di Potenza. Così che nonostante l’impegno delle d.sse Locantore e Piarulli e difunzionari vari di regione e comune siamo in una fase di stallo per l’inizio effettivo del progetto di inclusione di 240 migranti richiedenti asilo ospiti a potenza. La richiesta del medico convenzionato acta prevede un vaccino che risulta assente in italia e dalle farmacie. L’aSP ha in corso una gara per rifornirsi e la regione ha ottenuto ,cosi ci hanno detto in molti , l’autorizzazione ad importare il vaccino stesso. Dice Simonetti , coordinatore della task force per le politiche sui migranti “attendo iniziative,anche della Prefettura,pers bloccare la situazione. Dopo di che ci muoveremo con i mezzi utili a disvelare la situazione: lavoriamo con il presidente Pittella a questo progetto,il primo in italia per numero e contenuti”. DI FATTI, LA BASILICATA è STATA LA PRIMA A VARARE IL PROGETTO. SARà PROBABILMENTE L’ULTIMA AD ATTUARLO.
L’ODISSEA DEI LAVORI UTILI PER I MIGRANTI. ADESSO MANCA….L’ANTITETANICA
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