Rocco Brancati è stato un giornalista di grande spessore. Ed un uomo dal valore straordinario. Mite, silenzioso , mai scontroso, dedito al lavoro ma senza quella connotazione di egocentrismo che entra nel sangue di chi maneggia strumenti di comunicazione di massa. Nella redazione era una colonna, cui spesso si appoggiavano gli altri, quello che sostituiva ,che aiutava, che non diceva mai no alle istanze di colleghi . Un cavallo da tiro cui piaceva la fatica perché sentiva il suo lavoro importante. La sua modestia comportamentale , la sua disponibilità nascondevano l’inclinazione a portare il lavoro in profondità, sia che riguardasse l’innovazione tecnologica delle comunicazioni di massa, sia che riguardasse la sua passione per la cultura di questa regione . Dal lato tecnologico, era un innovatore profondo. Mi diceva Giovanni Benedetto, uno dei tecnici storici della Rai, che Rocco Brancati era un vero appassionato delle novità tecnologiche, sempre pronto a spendere i suoi soldi per gli strumenti del mestiere, si chiamassero tablet o registratori o le nuove Sony che consentivano al giornalista di fare tutto da solo, senza l’ausilio di cameramen. Il suo insegnamento ai corsi universitari di comunicazione era una donazione altruistica agli allievi, dava il meglio di sé , realizzandosi in questa cessione di sapere. Poi , il suo grande amore: La storia di questa regione, i personaggi illustri, la ricerca di filmati d’epoca, la riproposizione del passato come continuità, come legame, come ricerca di radici ancora vive e ancora desiderosi di fruttificare. E la sua ascesa discreta ma preziosa ed apprezzata come animatore culturale, conduttore di manifestazioni di grande valore, a cominciare dal premio Basilicata di cui era ormai un punto di riferimento. Ho avuto modo di vedere recentemente la sua ricostruzione filmata del viaggio di Zanardelli in basilicata ed è un documentario che emoziona, per la bellezza delle immagini raccolte e l’appropriatezza del linguaggio. Se ne va un uomo che aveva fatto della discrezione e della mitezza il suo segno distintivo, ma questa discrezione e mitezza non sono valsi a nascondere la forza professionale e la bellezza umana di un grande lucano. RIP, caro Rocco. talenti lucani